Sri Lanka, preghiere per una pace sempre più difficile

Domani si chiude una settimana di preghiera interreligiosa organizzata dalle varie comunità di Batticaloa; intanto a Oslo falliscono colloqui tra Tigri e governo.

Colombo (AsiaNews/Ucan) – Termina domani la settimana di preghiera organizzata da alcuni leader interreligiosi in Sri Lanka, mentre a Oslo falliscono i negoziati tra governo e ribelli Tamil.

Su proposta dell'Associazione interreligiosa per la Pace a Batticaloa, nel nord-est del Paese, dal 5 all'11 giugno sono previste funzioni e momenti di preghiera in chiese, moschee e templi locali. Secondo mons. Kingsley Swampillai, vescovo di Trincomalee-Batticaloa, e presidente dell'Associazione, la preghiera è essenziale per raggiungere una pace duratura: "È necessario allontanare ogni pensiero violento dai nostri cuori, dalle nostre menti e mettere fine alla violenza".

Padre Dominic Saminathan, membro dell'Associazione, racconta che gli organizzatori di questa iniziativa hanno chiesto a tutti di "provare ad evitare ogni tipo di attività violenta durante questa settimana di preghiera per la pace e serbare solo pensieri e sentimenti di pace".

In questi sette giorni i leader buddisti, cristiani, indù e musulmani hanno scelto ogni volta un luogo dove incontrarsi e pregare. Il 5 giugno, ad esempio, si sono riuniti nel complesso della Chiesa metodista. Il segretario dell'Associazione, K Ganesh, un indù riferisce che ogni giorno circa 700 persone partecipavano alla preghiera che dura dalle 4.30 del pomeriggio fino alle 6.

Sul fronte politico la situazione non sembra migliorare. Dopo il fallimento dell'8 maggio dei negoziati a Oslo, ieri la Norvegia ha annunciato che intende riconsiderare il suo ruolo di mediatore nel conflitto che da circa 30 anni oppone il governo dello Sri Lanka ai ribelli Tamil nel nord est.

Il governo norvegese ha affermato, in un comunicato diramato a Colombo, di aver preso la decisione "senza precedenti" di scrivere alle autorità dello Sri Lanka e alle Tigri di liberazione dell'Eelam Tamil (i separatisti dello Ltte) per porre loro cinque domande sul loro impegno nella mediazione di pace della Norvegia, da diversi anni ferma nell'impasse. "Le risposte delle parti - precisa il comunicato - determineranno quali misure dovrà prendere il governo norvegese".

I colloqui dell'8 – 9 maggio erano stati chiamati dalla Missione internazionale di monitoraggio dello Sri Lanka (Slmm), che vigila sul cessate-il-fuoco del 2002, per verificare le condizioni dei suoi osservati nel Paese dopo il recente attacco ad una nave della Marina, sulla quale viaggiava un osservatore. A largo di Jaffna nell'attentato dell'11 maggio, attribuito alle Tigri, sono morti 17 militari.

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