Sri Lanka, vietati liquori e manifestazioni in vista delle presidenziali

Il provvedimento definito necessario per evitare violenze. Secondo la Commissione elettorale, i risultati finali verranno annunciati già il giorno dopo il voto. Chiusa la campagna elettorale, "la più pacifica degli ultimi decenni". Le posizioni dei due candidati favoriti.

Colombo (AsiaNews/Agenzie) – Saranno noti già il giorno successivo al voto i risultati finali delle elezioni presidenziali in Sri Lanka, previste per il 17 novembre prossimo. Lo ha annunciato ieri il Commissario elettorale, Dayananda Dissanayake.

Intanto si è conclusa la campagna elettorale, considerata da molti analisti politici come la più pacifica degli ultimi decenni. Vietata la vendita di liquori e manifestazioni politiche in vista del voto. Il governo ha annunciato che il divieto sui liquori, in atto da 48 ore, durerà fino al 18 novembre; le dimostrazioni di carattere politico, invece, sono state proibite dalla mezzanotte di ieri fino a una settimana dopo le elezioni. Domenica scorsa la polizia ha reso noto che il provvedimento mira a prevenire occasioni, che potrebbero sfociare nella violenza.

il Commissario elettorale Dissanayake ha sostenuto che "tutto è pronto" per il voto e che lo scrutinio delle schede comincerà subito dopo la chiusura dei seggi alle 4 del pomeriggio di giovedì. Secondo Dissanayake, se le condizioni climatiche saranno buone – senza troppa pioggia - l'affluenza alle urne sarà dell'80%.

Secondo Kingsley Rodrigo - direttore del principale gruppo che controllerà il regolare svolgimento della votazione, il People's Action for Free and Fair Elections (Paffrel) – "questa campagna elettorale è stata la più pacifica dei ultimi 20 anni". Il Paffrel ha ricevuto denunce di 114 casi di violenza, cifra molto minore rispetto a quella delle precedenti elezioni quando dozzine di persone erano state uccise.

In Sri Lanka sono 13.327.160 i cittadini al di sopra dei 18 anni, aventi diritto al voto. Essi sceglieranno il nuovo presidente tra 13 candidati. Secondo le previsioni la vera sfida interesserà solo due contendenti: l'attuale premier, Mahinda Rajapakse, del partito al governo e il leader dell'opposizione, Ranil Wickremesinghe.

Secondo i sondaggi la partita elettorale si gioca su due campi principali: la gestione del fragile processo di pace con i ribelli del Liberation Tigers of Tamil Eelam e quella della debole economia del Paese.

Il premier ha dichiarato di voler cambiare i termini del processo di pace condotto con la mediazione della Norvegia  e di voler negoziare un nuovo trattato con i ribelli delle Tigri Tamil, ma non ha fornito dettagli su come vuole procedere. Wickremesinghe, invece, vuole riprendere i negoziati con i separatisti, ad oggi in stallo; le Tigri hanno detto di essere contrarie a ogni azione unilaterale nel processo di pace. Il primo ministro promuove un sistema economico isolazionista, mentre il leader dell'opposizione promette di attirare più investimenti esteri e procedere verso maggiori riforme di mercato.

Entrambi i candidati hanno provato a guadagnare consensi tra la minoranza tamil, ma i ribelli delle Tigri, che esercitano su loro un'influenza considerevole, sono per ora rimasti neutrali. La maggioranza cingalese sembra invece divisa in modo paritario tra i due.

I seggi elettorali in tutto il Paese sono 10.486 e 710 i centri per il conteggio dei voti.

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