Tamil ed esercito si accusano per l’assassinio di un altro sacerdote cattolico

Padre Karunaratnam è stato ucciso ieri a mezzogiorno, mentre nella sua conosciuta auto tornava alla parrocchia dopo aver detto messa. Scambio di accuse tra l’esercito e i ribelli Tigri Tamil. Tutti lo ricordano come un instancabile difensore dei diritti e un vero ponte tra la gente Tamil e Sinhala.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Generale condanna della società e degli attivisti per i diritti, per l’assassinio ieri di padre M.X. Karunaratnam. Il sacerdote cattolico, dopo avere celebrato messa alla chiesa Maangku’lam, stava tornando alla sua parrocchia di Vannivi’laangku’lam, quando alle 12,30 circa è stato ucciso da un’esplosione sulla strada Mallaavi-Vavunikkulam a Vanni.

Il portavoce dell’esercito, brigadiere Udaya Nanayakara, ha osservato che nella zona c’è una forte presenza dei separatisti delle Tigri Tamil (Ltte). Ma il Ltte in una dichiarazione accusa per l’omicidio i gruppi speciali dell’esercito osservando che il prete, presidente del Segretariato per i diritti umani del nordest (Nesohr), si è sempre battuto per i diritti della popolazione Tamil. Molti osservano che il suo veicolo era ben conosciuto nella zona e ritengono che l’attentato fosse diretto proprio contro di lui. Alcuni siti web favorevoli all’Ltte dicono che il Nesohr è collegato con le Tigri Tamil.

La Caritas dello Sri Lanka ricorda il sacerdote come “un esempio di coraggio e umanità, rimpianto da tutti”. Questa mattina alle ore 11 si è svolta la messa in suffragio alla cappella del Convento del perpetuo soccorso, a Negombo, non lontano dalla capitale.

Sunila Abesekara, direttore del Centro documentazione diritti umani a Colombo, commenta ad AsiaNews che “è stata una delle poche voci a favore dei diritti umani a Vanni, che ha sempre difeso con coraggio straordinario”. Gli attivisti per i diritti umani Freddi Gamage e Jayanthi Dandenuya dicono che è stato ucciso “non soltanto un altro sacerdote, ma gli stessi diritti umani nella zona”. 

Padre Sarath Iddamalgoda, impegnato nella difesa dei diritti umani a Colombo, lo ricorda come “una persona amichevole e disponibile, molto impegnato per i poveri”, sia Tamil che Sinhala di cui parlava la lingua. “La sua morte fa venir meno un ponte tra le comunità Tamil e Sinhala”, i cui problemi vanno risolti “non con la guerra, ma in modo politico e concordato”. Anche padre Damian Fernando, direttore nazionale della Caritas, concorda che “la parti in conflitto debbono farsi concessioni e raggiungere un accordo, che potrà portare a una pace duratura nel Paese”.

Nel nordest del Paese altri sacerdoti sono stati uccisi negli ultimi anni. Il 20 agosto 2006 padre Jim Brown è scomparso, insieme a Vimalathas, padre di 5 figli, in un periodo di maggiori scontri tra esercito e Ltte. Il 26 settembre 2007 padre Nicholaspillai Packiyaranjith è stato ucciso da una bomba sulla strada Pooneryn, a Kalvi’laan, mentre portava cibi e soccorsi ai campi profughi e all’Orfanotrofio a Vidathalvu.

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