Un 1° maggio celebrato da tutte le fedi e le etnie insieme, in chiesa

Una celebrazione comune di lavoratori di tutte le etnie e fedi religiose, per riaffermare la centralità del lavoro per la vita della persona e della società. Perché “senza il lavoro della gente, un Paese non ha futuro”.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Una processione e una funzione interconfessionale di tutti i lavoratori e delle loro famiglie, per celebrare insieme la Festa del 1° Maggio. La Christian Workers Fellowship, che ha organizzato l’evento, spiega ad AsiaNews la volontà di “non dividere i lavoratori Sinhala, Tamil, musulmani… Sono tutti uguali nel Corpo di Cristo e per l’amore di Cristo”.

La mattina si è svolta una processione simbolica di lavoratori con i loro equipaggiamenti, nella città di Kollupiti, durata circa 45 minuti. Poi circa 500 lavoratori e le loro famiglie, in rappresentanza di tutti i distretti dell’Isola e di tutte le etnie e religioni, hanno partecipato insieme a una messa anglicana, presieduta dal pastore Yohan Devananda, insieme ad altri 15 pastori. Presenti anche monaci e religiosi islamici e buddisti. Hanno partecipato anche il ministro Tissa Vitharana e il ministro islamico Alavi Mavulana.

Durante la messa, scandita dai canti, i fedeli delle diverse religioni si sono scambiati messaggi di reciproco augurio e di comune richiamo a pentirsi per i propri errori e peccati e a chiedere la benedizione di Dio.

Il Venerabile Galagama Dhammaransi Thero, Consigliere statale per gli Affari religiosi, ha manifestato ad AsiaNews il desiderio di “costituire sempre un esempio per i nostri figli e per i giovani. Solo così questi ci seguiranno. Ci deve anche essere unità tra le religioni. I problemi del lavoro sono gli stessi per ogni religione. Sono felice di partecipare a questo momento di preghiera”.

Padre Marimuttu Sathivel della chiesa di S. Michele, osserva come l’impegno comune per i diritti dei lavoratori non deve essere limitato al solo 1° Maggio, “giorno nel quale anche i politici parlano ai lavoratori dei loro diritti. Poi tutti tornano ai loro affari e tutto torna come prima”. Egli dice che per risolvere davvero questi problemi, occorre “riconoscere l’autentico leader, che davvero li rappresenta”. E occorre che l’intera società sia consapevole e partecipe della situazione dei lavoratori. I cristiani vedono in Gesù Crsto il vero "leader" dei lavoratori, perchè Egli si è mescolato al povero, all'affamato, a chi ha sete, al nudo e al senzatetto.

Vari partecipanti di diverse condizioni e fedi, parlando con AsiaNews, sottolineano come sia essenziale la corretta considerazione dell’importanza del lavoro, per l’individuo e la società. I diaconi Ganagaprasath, Jeyakumara e Devasena, provenienti da Jaffna e da Kilinochchi, ripetono che, “senza il lavoro della gente, un Paese non ha futuro. Oggi siamo qui ad esprimere la solidarietà a tutti i lavoratori. E a pregare per loro”.

In tutto il Paese, la Chiesa ha ricordato e celebrato i lavoratori. L’arcivescovo Malcolm Ranjith ha benedetto gli attrezzi dei pescatori e le loro barche, in una cerimonia nel villaggio di Negombo nel pomeriggio.

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