Vescovi cattolici e anglicani: nel Vanni civili disperati; aiuti subito

I presuli chiedono al governo e ai ribelli tamil di “compiere passi immediati per alleviare le sofferenze dei civili” e di non nascondersi dietro “all’infinito dibattito” sul numero reale degli sfollati. Tra le richieste, anche quella di permettere ai religiosi di entrare nel Vanni con Onu e Croce Rossa.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) -  Vescovi cattolici ed anglicani si appellano e governo e ribelli tamil: i civili del Vanni sono “disperati” e non “si possono ritardare oltre gli aiuti”. I leader cristiani ribadiscono “l’immediata e urgentissima necessità di riconoscere la drammatica crisi umanitaria”. Invece di continuare ad alimentare “l’infinito dibattito” sul reale numero dei civili intrappolati nella regione, affermano i vesccovi, è necessario “compiere passi immediati per alleviare le loro sofferenze”.

A firmare l’appello rivolto alle due parti in conflitto e a tutte le forze politiche del Paese sono i vescovi cattolici mons. Thomas Savundranayagam, di Jaffna, mons. Rayappu Joseph, di Mannar, e mons. Norbert Andradi, di Anuradhapura. Con loro anche i vescovi anglicani Kumara Illangasinghe, di Kurunagala, e Duleep de Chickera di Colombo.

I vescovi riconoscono che la zona di sicurezza sulla fascia costiera sta rivelandosi un importante strumento per sottrarre gli sfollati alle violenze della guerra, e ringraziano il governo per aver organizzato il trasporto di feriti e malati verso Trincomalee. Nel contempo chiedono però “un ulteriore ampliamento del divieto di utilizzo di artiglieria pesante e di bombardamenti indiscriminati nelle zone in cui risiedono i civili”.

Al governo, alle Tigri tamil e a tutti i partiti, i presuli chiedono “il coraggio e l’umiltà” di accordarsi per garantire l’invio di aiuti alimentari attraverso il Programma alimentare mondiale sino a quando sarà necessario; continuare a permettere al Comitato internazionale della Croce Rossa di trasportare malati e feriti negli ospedali in grado di soccorrerli; negoziare un cessate il fuoco che permetta ai civili di abbandonare la zona degli scontri; permettere a Nazioni Unite, Croce Rossa, organizzazioni umanitarie accreditate e rappresentanti di tutte le religioni di accedere alla regione del Vanni per monitorare l’evacuazione degli sfollati e contribuire alle operazioni di soccorso.

 

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