Violenze a Jaffna, Giustizia e pace chiede aiuti per oltre 25mila sfollati

La Commissione cattolica sottolinea l’impossibilità di celebrare la tradizionale festa dell’Assunta, mentre l’area è teatro di violenze e massacri. Migliaia di persone costrette ad abbandonare le abitazioni per sfuggire alla guerra fra esercito governativo e tigri Tamil.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – La Commissione giustizia e pace della diocesi di Jaffna non nasconde la propria costernazione di fronte alla richiesta di celebrare a due settimane di distanza la tradizionale festa dell’Assunta al santuario di Nostra Signora di Madhu, mentre l’intera area è teatro di massacri e violenze. Secondo un documento pubblicato dalla diocesi di Mannar vi sarebbero 25732 sfollati, fra cattolici (14750) e fedeli di altre religioni o etnie (10982), costretti ad abbandonare le loro case per sfuggire al conflitto che vede contrapposti l’esercito governativo e le tigri Tamil (Ltte).

Secondo la Commissione, tutta l’area circostante il santuario è “macchiata di sangue”, compresi numerosi villaggi della zona che sono stati abbandonati e nei quali è ancora possibile avvertire una atmosfera di “morte e desolazione”. “L’esplosione di una mina antiuomo Claymore nell’area sacra del santuario mariano – denuncia il rapporto di Giustizia e pace – ha causato la morte di 17 persone, fra cui studenti e insegnanti. Lo scoppio di una analoga mina ha ucciso p. Packiaranjith mentre era impegnato a distribuire aiuti agli sfollati, come già in passato è successo con p. Karunaratnam”.

La situazione si fa sempre più critica – continua il documento – per le oltre 25mila persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni: migliaia “sopravvivono” trovando riparo sotto “i rami degli alberi”, in balia degli elementi e in attesa di una “mano caritatevole” che dia almeno un po’ di cibo “ai loro figli”. Molti di loro piangono ancora i lutti in famiglia, persone morte a causa della guerra, e sono sottoposti a un “fortissimo stress psicologico” perché vivono nella continua attesa di un possibile “attacco aereo” o dell’esplosione di un’altra micidiale mina antiuomo.

“In tutti i Paesi civili matrimoni e festività vengono rimandati in caso di lutto, è una naturale espressione di solidarietà verso coloro i quali soffrono. Dovremmo quindi noi cristiani – si chiede la commissione cattolica – celebrare in maniera egoista e arrogante una festività ignorando i sentimenti di tutte queste persone?  Al contrario, dobbiamo dimostrare loro solidarietà e cercare di alleviarne le sofferenze”.   

Il prossimo 27 agosto i vescovi di Mannar, Jaffna e Anuradhapura, molto preoccupati per il precipitare della situazione, visiteranno le zone martoriate dalla guerra e porteranno conforto agli sfollati. I prelati invitano inoltre a sostenere il lavoro della Chiesa garantendo aiuti e risorse da devolvere ai profughi.

 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000