A Pechino non si celebra la caduta del Muro di Berlino

Silenzio da parte di agenzie e giornali. Solo un articolo nel giornale per gli stranieri, racconta la festa per la riunificazione della Germania, senza citare la questione della caduta del comunismo. Per la leadership cinese Giovanni Paolo II è stato fra “responsabili” della caduta del Muro e del comunismo in Europa dell’Est.

di Wang Zhicheng

Pechino (AsiaNews) – Mentre in Europa e nel mondo si celebra la caduta del Muro come la fine della guerra fredda e del comunismo in Europa, nulla di tutto questo avviene in Cina. Personalità del mondo politico internazionale si sono dati appuntamento quest’oggi a Berlino per celebrare l’inizio della rivoluzione pacifica che ha portato alla fine della Germania comunista e – come per un domino, alla caduta delle quasi-dittature dell’Europa dell’est. Ma a Berlino non è presente nessuna personalità cinese di spicco.

I giornali cinesi e l’agenzia Xinhua riportano oggi come titolo più importante la promessa di Wen Jiabao all’Africa, di erogare 10 miliardi di dollari in tre anni al continente provato dalla fame. Il secondo titolo importante è l’incontro del presidente Hu Jintao con le alte cariche militari dell’aeronautica.

Negli ultimi due giorni la Xinhua ha solo riportato fotografie sulle celebrazioni a Berlino, senza alcun commento. L’unico articolo legato al Muro è quello in cui si cita Sarkozy che, ricordandone la caduta, chiede di far cadere il “muro” che esiste a Cipro fra greci e turchi.

Il China Daily, quotidiano in inglese, rivolto agli stranieri, riporta invece un articolo sulle celebrazioni a 20 anni dalla caduta del Muro, ma il taglio è quello di una notizia di costume, che racconta solo la festa per la riunificazione della Germania, senza citare mai la parola “comunismo”.

La caduta del Muro di Berlino è avvenuta a pochi mesi dal massacro di Tiananmen (4 giugno 1989).

Nella Cina sottoposta a legge marziale a causa del movimento di studenti e lavoratori azzerato dai carri armati, la notizia della caduta del Muro e le sue conseguenze, hanno indurito ancora di più il controllo su associazioni, sindacati liberi e sulla Chiesa cattolica. Nell’analisi svolta allora dal Partito comunista cinese, Giovanni Paolo II era visto come uno dei responsabili della caduta del Muro.

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