"Arco della libertà": l’alleanza panoceanica di Tokyo che esclude Pechino

Parlando al parlamento indiano, Abe propone un’alleanza anche con Stati Uniti e Australia per condividere i comuni valori di democrazia, libertà e rispetto dei diritti. Intanto i due Stati concludono accordi commerciali e discutono di collaborazione nucleare e militare.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Maggiori rapporti economici e commerciali, collaborazione militare e nel campo nucleare e la proposta di un’alleanza che comprenda gli Stati Uniti ma escluda la Cina, negli incontri del premier giapponese Shinzo Abe con governo e politici indiani. Oggi, ultimo giorno della visita, Abe è a Kolkata per incontrare i discendenti di Subhash Chandra Bose, eroe nazionale che si è battuto contro il dominio coloniale britannico, e di Radhabinod Pal, unico giudice che nel Tribunale Alleato si oppose alla condanna a morte dei leader nipponici della Seconda guerra mondiale.

Ieri, parlando al parlamento, Abe ha invitato l’India a creare un “arco della libertà” che comprenda anche Australia e Stati Uniti, “per condividere valori fondamentali quali la libertà, la democrazia e il rispetto per i principali diritti umani, come pure per interessi strategici”. “Se Giappone e India cominciano insieme – ha proseguito – questa ‘Asia più larga’ si evolverà in una rete immensa abbracciando l’intero Oceano Pacifico e comprendendo Stati Uniti e Australia”. Analisti notano che Abe non ha citato la Cina, con la quale ha instaurato più stretti rapporti ma verso cui il Giappone è critico specie per la mancanza di democrazia e del rispetto per i diritti umani.

L’India vuole aumentare i rapporti economici con Tokyo e ha bisogno del suo sostegno ed aiuto per portare avanti il programma nucleare a fini civili e degli investimenti nipponici per le proprie carenti infrastrutture. Ieri , al termine dell’incontro con il premier indiano Manmohan Singh, i due leader hanno sottolineato l’importanza dei rapporti tra le due maggiori democrazie dell’Asia. Singh ha espresso “la sincera speranza” di avere “il sostegno del governo giapponese” quando dovrà negoziare con i 45 membri del Gruppo per le forniture nucleari dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che regola il commercio di tecnologia e carburante nucleare. Con diplomazia, Abe ha risposto che comprende la necessità dell’India di avere energia per il suo sviluppo, ma che il Giappone “attribuisce speciale importanza al disarmo nucleare”. L’India è in possesso di armi nucleari e non ha mai aderito al protocollo di non proliferazione. Per questo ha a lungo sofferto un embargo internazionale in materia, di recente venuto meno con un accordo con gli Stati Uniti per l’uso civile del nucleare.

A settembre le navi giapponesi parteciperanno per la prima volta alle operazioni navali congiunte di India e Stati Uniti, nella Baia del Bengala.

I due Stati hanno anche discusso finanziamenti giapponesi a basso interesse per il progettato corridoio industriale da 90 miliardi di dollari e i collegamenti tra Mumbai e New Delhi, essenziali per lo sviluppo industriale e commerciale della Nazione. Si attendono prossimi esiti anche dei molti incontri tra politici e imprenditori indiani e gli oltre 200 imprenditori giapponesi che hanno accompagnato Abe. Nel 2006 l’India ha ricevuto solo 540 milioni di investimenti diretti di ditte giapponesi, pari a meno del 3% del totale, ma si aspetta di riceverne almeno 5 miliardi in pochi anni. Gli scambi economici tra le due Nazioni sono ora intorno ai 7 miliardi di dollari Usa e prevedono di giungere a 20 miliardi per il 2010. Gli scambi tra Giappone e Cina sono stati di 210 miliardi nel 2006. (PB)

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