Arrestati minatori dello Zambia: hanno ucciso il loro capo cinese che non li pagava

Il manager cinese pagava i minatori al di sotto del salario minimo. Nel 2010 due capi hanno sparato contro una dimostrazione di operai, ferendone 11.

Lusaka (AsiaNews/Agenzie) - Dodici persone, fra cui alcuni minatori, sono stati arrestati dalla polizia dello Zambia per l'uccisione del manager cinese a capo della miniera di carbone in cui lavoravano. Il manager era conosciuto per il suo pugno duro verso i minatori e perché ritardava il pagamento dei loro salari.

La polizia ha precisato che fra le dodici persone arrestate vi sono anche persone gente del villaggio che si è unita ai minatori per "fare giustizia".

Wu Shengzai, 50 anni, è morto colpito da un carrello che è stato spinto contro di lui mentre cercava di fuggire in una galleria. L'incidente è avvenuto a Sinazongwe, a 325 km da Lusaka. I sospettati che hanno spinto il carrello sono fuggiti e non sono fra gli arrestati.

I minatori avevano deciso di dimostrare perché il manager dava loro un salario più basso di quello minimo stabilito dalla legge (220 USD).

La miniera Collum, di proprietà cinese, è famosa per le tensioni. Nel 2010 due manager sono stati accusati di aver sparato contro un gruppo di minatori che - anche allora - dimostravano per avere paghe più alte.  In seguito le accuse sono state ritirate, anche se erano stati feriti undici minatori.

Le miniere di rame e di carbone sono fra le principali industrie dello Zambia. La Cina ha investito in questo campo oltre 400 milioni di dollari Usa. Ma lo stile con cui tratta i locali è sempre fonte di tensione con la popolazione.

 

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