Attivisti in esilio: l’Onu indaghi sulla violazione dei diritti umani a Hong Kong

Chiesta una missione del commissario Bachelet nell’ex colonia britannica, oltre che nello Xinjiang. Pechino: a Hong Kong vi sono più diritti ora che durante il governo britannico. Senza Apple Daily, ieri prima pagina in rosso per molti giornali locali: Xi celebrava i 100 anni dalla nascita del Partito comunista cinese.

di Emanuele Scimia

Hong Kong (AsiaNews) – Attivisti dell’ex colonia britannica in auto-esilio hanno esortato le Nazioni Unite a indagare sulla situazione vissuta nella città dopo l’adozione della legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino. Nathan Law, Glacier Kwong e Victoria Hui hanno lanciato l’appello ieri durate un evento in videoconferenza organizzato dal Consiglio Onu per i diritti umani.

Come riportato dalla Hong Kong Free Press, Hui ha chiesto all’alto commissario per i diritti umani Michelle Bachelet di visitare la regione autonoma cinese e non solo lo Xinjiang, dove l’inviata Onu vorrebbe verificare le denunce di abusi nei confronti degli uiguri. Secondo l’attivista, Bachelet dovrebbe essere messa nelle condizioni di parlare con i detenuti politici e di interrogare i giudici nominati dall’esecutivo di Carrie Lam per i casi di sicurezza nazionale.

Per i tre attivisti, Hong Kong è ormai uno “Stato di polizia”, una critica condivisa da Amnesty International. Le autorità cittadine respingono l’accusa e sostengono che il provvedimento sulla sicurezza non è usato per reprimere le tradizionali libertà cittadine. Secondo l’esecutivo Lam, i residenti di Hong Kong godono di più diritti ora che durante l’amministrazione coloniale britannica.

Un esempio di quanto il governo cittadino e quello centrale abbiano eroso lo Stato di diritto è la chiusura di Apple Daily, il giornale indipendente fondato dal magnate pro-democrazia Jimmy Lai. Il tabloid è andato in stampa per l’ultima volta il 24 giugno; nei giorni precedenti la polizia aveva arrestato alcuni suoi dirigenti e giornalisti, oltre a congelare beni per 18 milioni di dollari HK (1,9 milioni di euro) di Next Digital, la holding che pubblicava il quotidiano. Lai è invece in prigione da dicembre.

Ieri la prima pagina di molti giornali locali era in rosso. Si celebravano l’anniversario del ritorno di Hong Kong sotto la sovranità cinese nel 1997 e i 100 anni dalla fondazione del Partito comunista cinese. È la prima volta che il passaggio dall’amministrazione di Londra a quella di Pechino è festeggiato senza la presenza di Apple Daily nelle edicole cittadine. Ed è la prima volta dal 2003 che non si è tenuta la tradizionale marcia per la democrazia del primo luglio.

Nel celebrare il centenario del Partito, ieri Xi Jinping ha detto con chiarezza che la formula “un Paese, due sistemi” – alla base della semi-autonomia di Hong Kong – deve essere applicata assicurando la salvaguardia della sicurezza nazionale: il presidente cinese non lascia spazio alle domande del fronte democratico.

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