Cantieri navali cinesi in cattive acque

Quelli privati hanno molti più problemi di quelli statali, sostenuti da sovvenzioni governative. Licenziamenti fino al 28% della forza lavoro. Sovrapproduzione e riduzione della domanda le cause principali. Lo spettro della bancarotta.

Pechino (AsiaNews/Caixin) – I più importanti cantieri navali cinesi privati, gli Yangzijiang Shipbuilding Holdings, hanno licenziato 6 mila operai nel 2015 e pensano di tagliare ancora di 2000 persone la forza lavoro nel 2016. La decisione è dovuta all’abbassamento dei profitti e alla riduzione dei nuovi ordini.

All’inizio del 2015 la compagnia, che è nel listino della borsa di Singapore,  aveva 28mila operai. Il taglio alla manodopera nel 2016 rappresenta il 28% del totale.

La Yangzijiang ha segnato una riduzione del 50% dei profitti nella prima metà dell’anno, rispetto all’anno scorso; le entrate sono diminuite del 35%.

A causa della crisi economica mondiale, l’industria dei cantieri navali è in crisi ovunque e non si vedono segnali di ripresa.

I cantieri navali cinesi stanno da tempo lottando contro quello che è il problema di tutta l’industria del Paese: la sovrapproduzione e la riduzione della domanda. Ma i cantieri navali privati soffrono una situazione ancora più aspra rispetto a quelli statali. Questi ultimi infatti vengono mantenuti in vita da sussidi governativi.

Quelli privati invece, lottano per avere accesso acrediti dalle banche e cresce il rischio di ritardi nei pagamenti. Lo scorso anno, alcuni cantieri navali del Jiangsu e del Zhejiang hanno dichiarato bancarotta.

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