Centinaia di bambini avvelenati dal piombo nel sangue, nello Shaanxi

Nella contea di Fengxian una fonderia, aperta nel 2006, ha inquinato aria e acqua. Ma per le autorità è tutto regolare, anche se nessuno dovrebbe vivere entro un raggio di un chilometro. Nella Cina del miracolo economico scoppiano sempre nuovi scandali, a danno di contadini e poveri.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 300 bambini della contea Fengxian (Shaanxi) soffrono di avvelenamento cronico da piombo, per avere vissuto a poche centinaia di metri dalla fonderia di Changqing, aperta nel 2006. Ma le autorità dicono che è tutto in regola e la fonderia prosegue a lavorare.

La fonderia tratta oltre 200mila tonnellate di piombo e zinco ogni anno, da cui trae una lega. Da tempo i bambini mostrano disturbi nella crescita, molti rimangono bassi e troppo magri, hanno problemi nella concentrazione a scuola, disturbi nel sonno. Ora le analisi mostrano che questi bambini hanno un elevato livello di piombo nel sangue. Molti superano di tre volte il limite di sicurezza e i medici ritengono che avranno gravi malattie per l’intera vita.

I residenti dicono che da quando la fabbrica ha aperto c’è uno strano odore nell’aria e l’acqua è diventata amara. I raccolti nei campi sono diminuiti per l’inquinamento.

Nessuno ha mai controllato la situazione sanitaria, solo ora esperti dicono che nessuno dovrebbe vivere entro un chilometro dall’impianto.

La settimana scorsa i residenti, furiosi, hanno costretto la fonderia a chiudere per due giorni. Poi ha riaperto. Il portavoce del governo locale si è limitato a dire che sono state fatte visite mediche sui bambini, ma senza comunicare i risultati. Le autorità dicono che gli scarichi della ditta sono in regola e che tutti i residenti saranno trasferiti, ma che ci vorranno quattro anni.

L’eccesso di piombo nel sangue dei bambini può causare inabilità fisiche, problemi comportamentali, rallenta la crescita, provoca danni al cervello e persino la morte.

Intanto non si placa lo scandalo per l’avvelenamento da metalli pesanti nei residenti a Zenthou, Liuyang (Hunan), vicino il locale  impianto chimico Xianghe. Una concentrazione nociva di cadmio, altamente tossico, è stata trovata anche nelle acque del fiume Xiang, tributario dello Yangtze. Il fiume attraversa la capitale Changsha e fornisce acqua potabile a oltre 40 milioni di persone. Non sono bastate le decine di miliardi di euro spese per depurarlo.

Nella Cina del miracolo industriale l’emergenza inquinamento è quotidiana. Dopo anni che le fabbriche hanno operato senza effettivi controlli, sempre più spesso scoppiano scandali che le autorità cercano di mettere a tacere, per timore della censura dei superiori che pure li hanno stimolati ad incrementare lo sviluppo economico.

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