Chen Guangcheng arriva a Taiwan: un viaggio “per la libertà”

Dopo un anno trascorso a New York il dissidente cieco, che si batte contro gli aborti forzati e le sterilizzazioni in Cina, arriva a Taipei dove “almeno un’università” potrebbe ospitarlo come studente in visita. Pechino per ora non commenta.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) - Chen Guangcheng, l'attivista cieco che si batte contro gli aborti forzati e le sterilizzazioni in Cina, è arrivato questa mattina a Taiwan per un "viaggio per la libertà e i diritti umani". La scelta di visitare l'isola - che Pechino considera una "provincia ribelle" da riportare alla madrepatria - aggiunge tensione a una situazione diplomatica sempre più intricata.

Dopo 4 anni di carcere per le sue battaglie democratiche, infatti, Chen è fuggito il 18 aprile 2012 dagli arresti domiciliari e, dopo uno spericolato viaggio, si è rifugiato nell'ambasciata americana a Pechino. In seguito a minacce di ritorsioni contro la sua famiglia, egli ha accettato di uscire dall'ambasciata e farsi ricoverare in ospedale per curare un piede, ferito durante la fuga.

Raggiunto dalla moglie e dai due figli, ha chiesto di poter lasciare la Cina e visitare gli Stati Uniti "per un periodo determinato di tempo". Dopo un lungo stallo, il governo cinese ha proposto una soluzione: Chen - dichiarava una nota del ministero degli esteri - può domandare di andare all'estero a studiare "come tutti i cittadini cinesi". Da allora ha passato un anno alla New York University, ma nei giorni scorsi il suo dottorato è scaduto e l'ateneo gli ha chiesto di andare via.

Appena arrivato all'aeroporto internazionale di Taoyuan, nel nord di Taiwan, Chen ha detto di essere "lieto" di poter visitare l'isola. Yang Sen-hong, presidente dell'Associazione cinese per i diritti umani, ha aggiunto che "almeno un'università sarebbe lieta di averlo come studente in visita. È un viaggio compiuto in nome della democrazia e dei diritti umani".

Anche se Pechino è rimasta per ora in silenzio su questa situazione, è probabile che esprimerà una protesta formale. Tuttavia i rapporti con Taipei sono molto migliorati da quando nel 2008 è salito al potere il presidente nazionalista Ma Ying-jeou: questi ha lanciato infatti una campagna di disgelo sullo Stretto che ha portato alla firma di diversi accordi - commerciali e diplomatici - fra i due Paesi.

 

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