Cinque nuovi ministri per ringiovanire il controllo

Un rimpasto nel governo a poche settimane dal Congresso del Partito: non una “resa dei conti”, ma “ringiovanimento” ed “efficienza”. Nominato il nuovo direttore di Xinhua. I giochi sono fatti con una riconciliazione fra la cricca di Jiang Zemin e Hu Jintao.

Pechino (AsiaNews) – Con una mossa a sorpresa, in soli due giorni il governo centrale ha cambiato 5 ministri e il direttore dell’agenzia governativa Xinhua. Molti osservatori hanno pensato a una resa dei conti prima del 17°Congresso del Partito, fissato per il 15 di ottobre, ma esperti locali dicono che i cambiamenti sono solo un tentativo di “ringiovanire” la leadership affidando il comando a “tecnici” senza grossi appoggi nel Partito. Ufficialmente, infatti, la carica di ministro è affidata solo a persone fino a 65 anni.

Il cambiamento più controverso è quello di Jin Renqing, che ha rassegnato le dimissioni da ministro delle finanze ed è stato sostituito da Xie Xuren, direttore dell’Amministrazione statale per le tasse. Jin, 63 anni, era ministro dal 2003. Secondo il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, egli si è dimesso per “motivi personali”. Alcuni giornali di Hong Kong hanno suggerito che i motivi sono alcuni scandali”sessuali”, che coprirebbero accuse di corruzione. In realtà Jin non è oggetto di alcuna accusa e anzi il Comitato permanente continua a chiamarlo “compagno”. Inoltre, egli non è stato radiato dagli impegni, ma nominato vice-capo di un centro ricerche del Consiglio di Stato. Un economista di Pechino ha dichiarato ad AsiaNews che al massimo vi è un certo “dispiacere” del governo verso Jin per non essere riuscito a controllare la speculazione edilizia che affligge le grandi città e che sta innalzano i prezzi delle case, ma anche quelli al consumo.

Xie, il nuovo ministro delle finanze, conosciuto per la sua efficienza, ha 3 anni meno suo predecessore.

Il “ringiovanimento” e “l’efficienza” sono i motivi fondamentali delle altre nomine:

-          Geng Huichang, 56 anni, nuovo ministro per la sicurezza, sostituisce Xu Yongyue, 65 anni;

-          Zhang Qingwei, 46 anni, sostituisce Zhang Yunchuan, 61 anni, al ministero per la Commissione statale su scienza, tecnologia, industria per la difesa nazionale. Zhang Qingwei, laureato a Xian, ha sempre lavorato nel campo spaziale ed è stato finora responsabile dei programmi di volo umano spaziale; Zhang Qingwei sarà il ministro più giovane nella leadership; il suo predecessore riceverà un altro incarico.

-          Ma Wen, 59 anni, già vice-segretaria del Partito nella commissione disciplinare, diviene ministro della Supervisione. Il suo predecessore, Li Zhilun è morto nell’aprile scorso a 65 anni. Ma Wen è una delle tre donne a capo di ministeri;

-          Yin Weimin, 54 anni, diviene responsabile del ministero del Personale, dove finora era vice-ministro, sostituiendo Zhang Bolin, 65 anni.

 Vi sono voci secondo cui anche Sun Jiazheng, 63 anni, ministro della Cultura, sarà sostituito da Yu Youjun, 53 anni, attuale governatore dello Shanxi.

Sicura e annunciata è invece la successione di Nan Zhenzhong, 65 anni, alla direzione dell’agenzia governativa Xinhua. Il nuovo direttore è He Ping, 50 anni, già vice-presidente della Xinhua, è laureato in letteratura cinese alla Beijing university.

 Di fronte a tutti questi subitanei cambiamenti, a poche settimane dal 17° Congresso del partito comunista cinese, alcuni hanno suggerito che vi sia una resa dei conti fra radicali e moderati, o fra la “cricca di Shanghai”, che fa perno attorno all’ex presidente Jiang Zemin, e i leader della Quarta generazione (Hu Jintao e Wen Jiabao). In effetti, da tradizione, tutti i cambiamenti vengono di solito fatti dopo l’Assemblea nazionale del popolo, che si tiene a marzo.

In realtà i cambiamenti avvenuti mostrano che “i giochi” sono già stati fatti prima del Congresso. Nei mesi scorsi si è molto discusso su possibili riforme politiche, di aprire alla democrazia interna al Partito, di verificare la vittoria di Hu sulla cricca di Shanghai.

Ma a poche settimane dall’evento, “l’armonia” all’interno del Partito sembra conquistata. Tutti i problemi che attanagliano la società cinese - il terribile inquinamento, la corruzione dei capi locali, gli espropri ingiustificati, la crescente povertà e l’aumento dei prezzi degli alimenti – sono messi a tacere: una direttiva del ministero dell’Informazione ha preteso che in tutti i media (compreso internet) siano bandite le “notizie negative”.

Le tensioni sociali che si manifestano ogni giorno con centinaia di sommosse, attacchi a sedi di Partito, scontri con la polizia e con l’esercito, hanno già la risposta: una ritrovata unità all’interno del Partito, una più stretta alleanza fra H Jintao e i generali dell'esercito; una riconciliazione fra la fazione di Jiang e quella di Hu . Secondo la Xinhua, il futuro Congresso celebrerà allo stesso modo il contributo di Deng, di Jiang e di Hu.

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