Colombo chiama Pechino: pronti alla fase 2 della Belt and Road Initiative

Lo Sri Lanka lega sempre di più la sua fragile economia alla Cina: dopo l’accordo sul debito con la Export-Import Bank of China, Wickremesinghe si è detto pronto a far crescere il corridoio diretto con Pechino saltando l'India. Occasione per “scoprire le carte” sul tema è stato il viaggio sull'isola della consigliera di Stato Shen Yiqin, inviata speciale del presidente Xi Jinping.

di Arundathie Abeysinghe

Colombo (AsiaNews) - Lo Sri Lanka si appresta ad avviare con decisione la seconda fase della Belt and Road Initiative (BRI) con la Cina, a partire dalla possibilità di usufruire dell’estensione del corridoio economico già esistente tra Cina e Myanmar (CMEC) che coì includerebbe anche l’Isola. La mossa di politica economica di Colombo punterebbe ad avere un filo diretto con Pechino, bypassando l’attuale corsia di scambi che coinvolge, Bangladesh, Cina, India e Myanmar (BCIM) e che attualmente si trova in stallo per via delle tensioni politiche tra Pechino e New Delhi. A “scoprire le carte” sul tema è stata l’inviata speciale del presidente cinese Xi Jinping, la consigliera di Stato Shen Yiqin, al presidente dello Sri Lanka Ranil Wickremesinghe il 20 novembre a Colombo. Il viaggio di Yiqin fa seguito al recente incontro tra il Wickremesinghe e Xi Jinping a Pechino, volto a consolidare ulteriormente le relazioni bilaterali tra le due nazioni. Gli analisti ritengono che questa visita sia della massima importanza per il futuro economico del Paese.

Il 12 ottobre scorso, lo Sri Lanka ha raggiunto un accordo con la Export-Import Bank of China che coprirà circa 4,2 miliardi di dollari del debito insoluto del Paese. Attualmente infatti lo Sri Lanka sta tentando di finalizzare un piano con i suoi creditori per garantirsi ulteriori aiuti del Fondo monetario internazionale (FMI) per la ripresa economica. Anche se la Cina ha deciso di rimanere un osservatore in queste discussioni sulla ristrutturazione del debito, sarà uno degli attori cruciali per il futuro dell’economia del Paese.

Durante l’incontro tra Yiqin e Wickremesinghe, il presidente ha espresso l'aspirazione dello Sri Lanka ad aumentare la cooperazione confla Cina anche nei settori del turismo, dell'agricoltura e dello sport, sottolineando che il porto internazionale di Hambantota - affittato alla Cina con un contratto di locazione di 99 anni - e quello di Colombo sono attualmente pronti ad espandere il volume d’affari tra i due Paesi. Durante l’incontro è stato rivelato che anche la Cina sta “dando priorità” all’estensione del CMEC aumentando il giro d’affari con lo Sri Lanka. Wickremesinghe ha inoltre confermato che “il Paese, che partecipa con convinzione alla BRI, è pronto a lanciarsi nella seconda fase dell'iniziativa, alla quale prevede di apportare un contributo economico più sostanziale”. Durante l’incontro con Yiqin, il primo ministro Dinesh Gunawardena di Colombo ha sottolineato anche le vaste potenzialità per espandere ulteriormente la cooperazione economica tra Cina e Sri Lanka rimarcando quanto siano preziosi gli investimenti della Cina nell’agricoltura, nell’energia rinnovabile, nell’istruzione e nello sviluppo delle infrastrutture”.

Gli analisti politici Sachintha Tennakoon e Medhavi Attygalle hanno commentato ad AsiaNews che “durante l'incontro, il presidente ha sottolineato la necessità di mantenere l'Oceano Indiano come una regione pacifica e liberamente navigabile, libera da rivalità geopolitiche globali. Tuttavia, lo sviluppo della BRI segnala invece l’intenzione della Cina di rafforzare la propria influenza nell’Asia meridionale”.

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