Taipei (AsiaNews/Agenzie) - Nonostante minacce ed avvertimenti di Pechino, dal 12 al 17 settembre l'ex presidente taiwanese Lee Teng-hui si recherà in Giappone. Ufficialmente la visita si svolgerà come una giro turistico e in funzione di un ampliamento dei rapporti culturali. Il permesso di Tokyo alla visita di Lee crea preoccupazione nella Cina, che vede crescere sempre più i rapporti fra Tokyo e Taipei.
Tali rapporti sono anzitutto economici. Secondo dati offerti dal presidente Che Shuibian, nel 2005 gli scambi commerciali fra Giappone e Taiwan hanno raggiunto i 60 miliardi di dollari Usa, con un sopravanzo a favore di Tokyo di 30 miliardi di dollari Usa. Lo scambio di personale fra l'isola "ribelle" e la nazione nipponica è giunto a 2,4 milioni di persone. Nel solo anno scorso almeno 1 milione di giapponesi ha visitato Taiwan.
Per facilitare gli scambi il Giappone ha anche tolto l'esigenza di visto per i taiwanesi.
La collaborazione fra Tokyo e Taipei si gioca anche a livello di sicurezza. Lo scorso anno il Giappone ha posto la sicurezza sullo stretto di Taiwan come uno dei punti chiave dell'alleanza strategica con gli Stati Uniti.
Il Giappone vorrebbe appoggiare anche i tentativi di Taiwan a candidarsi come membro dell'Onu, tentativi sempre bloccati da Pechino.
Secondo molti osservatori, le mosse di Tokyo esprimono la sua preoccupazione verso la crescita gigantesca della Cina, dal punto di vista economico e militare.
Incontrando ieri alcuni parlamentari giapponesi in visita a Taiwan, il presidente Chen Shuibian ha ringraziato il Giappone per l'accoglienza che daranno a Lee e ha detto che ciò significa "un incremento delle relazioni sostanziali fra le nostre due nazioni".










