Critiche a Wen Jiabao: ai contadini diamo più diritti (e non solo più soldi)

Il progetto della "nuova campagna socialista" non garantisce i diritti dei contadini alla proprietà. E rischia di fallire a causa di corruzione e sprechi.

Pechino (AsiaNews) - La scelta "epocale" di Wen Jiabao di finanziare infrastrutture scolastiche e sanitarie nelle campagne non piace ad alcuni economisti. Essi criticano la proposta del premier cinese, fatta all'Assemblea nazionale del popolo, e dicono che i contadini hanno anzitutto bisogno di vedere rispettati i propri diritti.

Wu Jinglian, capo del Centro di sviluppo e ricerche del Consigli di stato, ha dichiarato ieri che il piano di riforme economiche del mondo agricolo (battezzato come "la nuova campagna socialista") sarà inefficace perché la vera priorità per i contadini è un sistema legale sano, per difendere i loro diritti.

La proposta di Wen di investire 339 miliardi di yuan nelle campagne nei prossimi 5 anni, è un tentativo di frenare le rivolte sociali cresciute in questi anni e causate dallo squilibrato sviluppo cinese, troppo centrato sulle città. Wu Jinglian afferma che molte rivolte sociali sono causate dall'ingiusto esproprio di terreni e case dei contadini da parte di capi villaggio e imprese industriali. Per questo il passo più urgente non è costruire infrastrutture, ma dare strumenti legali ai contadini. Una legge sull'inviolabilità della proprietà privata, in cantiere da due anni, doveva essere discussa e varata in questi giorni, ma all'ultimo momento è stata ritirata dall'agenda. Le bozze di legge sono di solito riviste due o tre volte prima di essere presentate ufficialmente. La bozza sulla proprietà privata è stata rivista già 4 volte, ma trova la resistenza fra i conservatori del partito.

Un deputato di Hong Kong, il prof. Sit Fung-suen, ha criticato perfino l'idea del finanziamento statale di infrastrutture, definendolo "un investimento economico inefficiente". Secondo il prof. Sit, i finanziamenti andranno a "beneficio dei capi locali perché essi appalteranno i progetti ai loro familiari o amici e lasceranno alle banche di pagare i debiti".

Fra i critici vi è pure che fa notare che l'investimento delle campagne (339 miliardi di yuan, per 800 milioni di contadini) è irrisorio se comparato al bilancio cinese e alle spese per la burocrazia.

Secondo Ren Yuling, consulente del Consiglio di stato, l'amministrazione statale spende ogni anno 300 miliardi di yuan per coprire le spese di viaggio dei funzionari; 200 miliardi in spese di intrattenimento e 250 miliardi in viaggi all'estero. Tale spreco è dovuto anche all'elefantiaca burocrazia cinese. Secondo il China Youth Daily, per ogni milione di dollari di Prodotto interno lordo (Pil), la Cina usa 39 impiegati statali; gli Stati Uniti solo 2,31. Proprio ieri, Ren Yuling ha dimostrato che nel 2003, le spese per l'amministrazione dello stato cinese sono il 19,03% delle spese nazionali. A paragone, il Giappone spende il 2,38 e gli Stati Uniti il 9,9.

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