26 Giugno 2003 Il nome della chiesa è Tudusha a Xiaoshan, nel distretto di Hangzhou, provincia del Zhejiang. La chiesa è stata iniziata dal gruppo di Hudson Taylor, della China Inland Mission (*) nel 1930. Essa ha perciò almeno 70 anni di storia. La comunità è di 1500 membri, e si incontra ogni settimana.
Dopo aver udito che il governo aveva intenzione di demolire l'edificio, i fratelli e le sorelle hanno proclamato 3 giorni di digiuno. La sera del 25 giugno, 200 fratelli e sorelle sono andati alla chiesa per pregare. A mezzanotte, altri 100 fedeli si sono aggiunti, provenienti dalle comunità vicine per sostenere il loro sforzi.
Verso le 3.40 della notte, il 26 giugno, sono giunte persone della Pubblica Sicurezza, del Tribunale del Popolo, dell'Ufficio dei Terreni e dell'Ufficio per gli Affari Religiosi, con 27 camion, auto e 2 bulldozer. Gli emissari governativi pensavano che a quell'ora di notte non ci sarebbe stato nessuno in chiesa e che avrebbero potuto distruggerla passando inosservati.
Con loro grande sorpresa hanno trovato 300 fedeli, dai più giovani ai più anziani, inginocchiati sul pavimento della chiesa a pregare. Nel tentativo di bloccare la distruzione, i fedeli hanno fatto saltare l'elettricità. I rappresentanti del governo allora hanno deciso di andare a chiedere rinforzi e hanno detto ai fedeli che sarebbero tornati alle 8.
Alle 7.30 un gruppo enorme di impiegati del governo sono arrivati insieme a 200 poliziotti, con più di 40 camion e auto, un bulldozer e un'ambulanza. Il guidatore del bulldozer, avendo capito l'intenzione della polizia di distruggere la chiesa, si è rifiutato di guadagnare soldi in questa maniera e se n'è andato.
La distruzione della chiesa è stata organizzata in modo perfetto. Dapprima hanno usato le macchine della polizia per controllare il traffico attorno alla chiesa. A nessuno era permesso di entrare nella zona. Poi i poliziotti hanno spostato lontano tutte le biciclette in sosta fuori della chiesa; poi hanno buttato giù le porte della chiesa e hanno ordinato di uscire a tutte le persone all'interno. Nessuno si è mosso e tutti hanno continuato a cantare inni. Allora è stato dato l'ordine alla polizia di trascinare fuori i fedeli. Alcuni poliziotti erano riluttanti a usare la forza. I cristiani stavano pregando in ginocchio, ognuno su una piccola stuoia. I poliziotti li buttavano sul pavimento e li trascinavano sulle stuoie. Alcuni soldati erano imbarazzati a usare violenza verso persone innocenti. Uno di loro ha tirato su una stuoia, l'ha pulita dalla polvere e l'ha ridata a un fedele. Ma la polizia doveva ubbidire agli ordini. Alcuni poliziotti sono saltati in mezzo al gruppo dei fedeli e hanno cominciato a lanciare fuori le sedie. Alcuni fedeli hanno cercato di rimanere aggrappati alle loro sedie e ne è nato un tafferuglio, in cui alcuni fedeli sono rimasti feriti. Una donna, con un bambino piccolo è stata trascinata via. Allora la donna e il bambino sono scoppiati in pianto e gridavano: "Gesù, salvaci. Signore il tuo trono è per sempre". L'operazione è durata circa mezz'ora. Molti di quelli trascinati fuori hanno cercato di rientrare, contrastando gli sforzi della polizia. Per riuscire nel loro intento, ogni fedele era circondato e preso da 4 poliziotti che lo tenevano per le braccia e per le gambe.
I poliziotti, ormai furiosi prendevano i fedeli e li buttavano come un peso morto fuori della chiesa, in alcuni canali attorno. Molti sono stati ammanettati e rinchiusi nelle camionette della polizia. E sono aumentati i feriti. Le violenze sono andate avanti per un'ora: alcuni hanno avuto i vestiti strappati, sporcati, altri sono stati feriti, alcuni sono svenuti. Altri ancora, circa 40 donne, si sono radunate in un angolo della chiesa cantando e rimanendo strette l'una all'altra. Mentre era portata via sulle spalle di un poliziotto, una donna anziana ha cercato di parlargli di Gesù e della fede. Alcuni poliziotti hanno cominciato a piangere. Dopo un'altra ora, tutti i cristiani erano stati trascinati via dalla chiesa. A una donna hanno rotto la spina dorsale, a altre due diverse costole. Un uomo ha avuto un sasso conficcato nella schiena e ha dovuto essere operato per l'estrazione.
In tutto, 6 cristiani sono stati feriti e portati all'ospedale. Alcuni dei feriti, per timore di essere arrestati, hanno rifiutato le cure. Cinque fedeli sono stati arrestati.
Dopo un'ora e 22 minuti, alle 8.50 circa il bulldozer ha cominciato a distruggere la chiesa: dapprima la cucina (sul davanti), poi la grande sala, poi il magazzino. Mentre la distruggevano, molti credenti piangevano e cantavano.
Davanti all'edificio smembrato, i fedeli comprendevano che il corpo di Cristo veniva colpito e sbriciolato, un simbolo di quella che è stata l'esperienza della Chiesa cinese negli ultimi 50 anni.
Dopo aver completato la distruzione, alle 9.30 la gente del governo se n'è andata. Allora una settantina di fedeli si sono raccolti sulle macerie e hanno cominciato a pregare e a cantare il salmo 137 ("Sui fiumi di Babilonia") e il salmo 123 ("A Te, levo i miei occhi"). Erano coscienti della volontà di Dio e sapevano che Dio vedeva tutto questo.
Molti non credenti, anche soldati, guardando le rovine non potevano trattenere le lacrime: alcuni erano forse discendenti di cristiani.
Due domeniche dopo la distruzione, i fratelli e le sorelle hanno continuato i loro incontri sulle macerie, anche se è stato il periodo più caldo degli ultimi 50 anni (40° C). I fedeli indomati hanno deciso di rizzare una tenda per gli incontri. Ogni domenica, dopo la preghiera del mattino rizzavano una tenda e la smontavano dopo il servizio serale. La comunità ha fatto questo per 11 settimane consecutive. Ma poi, a causa del tempo inclemente e l'estrema umidità, è divenuto difficile continuare. Così hanno deciso di ricostruire la cappella.
L'11 settembre, alle 11 di sera hanno cominciato i lavori. Ma poi, alcuni membri della Chiesa delle Tre Autonomie (l'unione delle Chiese protestanti in Cina ndr) hanno chiesto al governo di tagliare l'elettricità. Alcuni fedeli però, preparati a questa evenienza, avevano portato dei generatori di corrente. Prima dell'alba la chiesa era stata ricostruita. Ma la mattina del 18 settembre il governo l'ha distrutto ancora una volta, sequestrando anche sedie, banchi, pulpito. Sono anche arrivati con 5 grossi camion che hanno scaricato delle grosse pietre per bloccare l'entrata della chiesa e non permettere ai fedeli di ricostruirla ancora.
Il governo ha dichiarato che non permetterà a nessun cristiano di radunarsi in quel luogo. Uno dei rappresentanti governativi ha rivelato: "All'inizio non avevamo l'intenzione di distruggere questa chiesa. Abbiamo dovuto farlo dopo che i capi della chiesa delle Tre Autonomie ci hanno chiamato 18 volte in una sera spingendoci a distruggere questa piccola chiesa".
(Da "The Voice of the Martyrs", January, 2004)
(*) J. Hudson Taylor (1832-1905) inglese, missionario in Cina. Ha fondato la China Inland Mission, un'organizzazione interconfessionale per la missione in Cina. Alla sua morte vi erano 250 stazioni missionarie, con oltre 800 missionari. Con fasi alterne, molte comunità fondate da lui e dai suoi hanno continuato a vivere anche in mezzo alle persecuzioni fino ad ora.
Filmati della distruzione:
La polizia circonda l'edificio
Inizia la distruzione
Edificio completamente distrutto










