Giappone ed India studiano una nuova collaborazione

Inizia oggi la visita del premier giapponese Abe in India. I due Paesi intendono aumentare la collaborazione in vari settori, compreso il nucleare e militare, anche in funzione anti-Pechino.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il premier giapponese Shinzo Abe è arrivato oggi a New Delhi per la sua prima visita ufficiale in India, dove si fermerà 3 giorni. Incontrerà il primo ministro indiano Manmohan Singh e il parlamento; si recherà a Kolkata. Sono previsti una serie di accordi, soprattutto commerciali ma anche per l’uso del nucleare a fini civili e in materia militare. L’incontro avviene in un momento in cui i due leader affrontano dure opposizioni interne.

Abe guida una delegazione di più di 100 imprenditori giapponesi di ditte leader come Toyota, Mitsubishi, Canon e Hitachi. Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono di appena 6,6 miliardi annui, molto inferiori ai commerci dell’India con Stati Uniti o Cina (tra Cina e Giappone sono stati di 211 miliardi nel 2006); ma l’India è un mercato potenziale immenso per l’esportazione sia di prodotti che di tecnologia e vuole favorire gli investimenti esteri. Per ora il Giappone sta investendo 90 miliardi di dollari Usa per realizzare un corridoio industriale da Mumbai al Mar Arabico e si progetta di estenderlo sino a New Delhi.

Ancora più importante potrebbe essere la nascita di un rapporto strategico tra due Paesi che vogliono accrescere il loro ruolo sullo scacchiere mondiale e contenere l’espansionismo della Cina, magari creando un asse che potrebbe coinvolgere anche Australia e Stati Uniti. Tokyo ha molto criticato i test nucleari indiani del 1998 e per questo ha persino interrotto i rapporti economici con New Delhi. Ma ora discuteranno anche una collaborazione per l’uso civile del nucleare (campo in cui Tokyo è all’avanguardia, per tecnologia ed impianti) e per la difesa militare: l’India vuole potenziare la sua forza bellica soprattutto navale e Abe non nasconde l’intenzione di far riarmare il Giappone.

Ad ogni modo Shiv Shankar Menon, segretario indiano agli Esteri, ieri ha subito tenuto a precisare  che questo incontro non avviene in un’ottica anticinese, ma come una normale collaborazione tra due grandi Paesi.

Prima dell'India, Abe è stato in Indonesia, dove ha siglato un accordo commerciale per eliminare oltre il 90% delle imposte all’importazione tra i due Paesi. Il commercio bilaterale è stato di 27,2 miliardi nel 2006.

Il viaggio avviene in un momento problematico per entrambi i leader. Abe, dopo i numerosi scandali contro il suo governo e la pesante sconfitta elettorale del suo partito nelle elezioni di luglio, può riaccreditare la sua immagine con un successo in politica estera. Singh è contestato nel governo per l’accordo nucleare con gli Stati Uniti, che gli alleati di sinistra non vogliono e che lui invece considera “essenziale” per lo sviluppo energetico e politico del Paese. (PB)

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