Guangzhou, a processo un attivista per la libertà di stampa: rischia 10 anni

Liu Yuandong è stato accusato di "aver convocato una folla per danneggiare l'ordine pubblico". Il caso riguarda le proteste pubbliche avvenute a gennaio nella capitale del Guangdong: centinaia di persone decisero all'epoca di manifestare all'esterno degli uffici del Southern Weekly per protestare contro le autorità della censura.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Un attivista per i diritti civili di Guangzhou è finito sotto processo con accuse penali per il suo ruolo nelle dimostrazioni di piazza a favore della libertà di stampa avvenute all'inizio del 2013, dopo che la censura nazionale aveva colpito il popolare Southern Weekly. Liu Yuandong è stato accusato di "aver convocato una folla per danneggiare l'ordine pubblico": le accuse sono state notificate al suo avvocato, Liu Zhengqing, due giorni fa (16 dicembre).

Il caso riguarda le proteste pubbliche avvenute a gennaio nella capitale del Guangdong. Centinaia di persone decisero all'epoca di manifestare all'esterno degli uffici del Southern Weekly per protestare contro le autorità della censura. Queste avevano rimpiazzato il tradizionale editoriale del nuovo anno, che chiedeva al governo di garantire i diritti costituzionale. Circa 100 fra giornalisti e reporter iniziarono uno sciopero, e decine di attivisti vicini alla loro causa vennero arrestate.

Secondo le accuse Liu, 35 anni, "ha attratto un gran numero di persone issando cartelli e pronunciando discorsi" per tre giorni consecutivi. Il primo arresto è arrivato l'11 marzo, con l'accusa di aver "mal riportato" il capitale registrato di un'azienda nel 2011. Subito dopo, i suoi sostenitori hanno iniziato una campagna su internet per chiederne il rilascio. L'arresto formale è stato confermato in aprile, sempre per le accuse finanziarie. La nuova causa, relativa alle proteste di gennaio, è stata aperta in novembre: ora Liu rischia fino a 7 anni per il suo coinvolgimento nel caso del Southern Weekly e altri 3 per le accuse di carattere economico.

Teng Biao, docente di legge cinese, spiega al South China Morning Post che Liu è un importante attivista democratico della Cina meridionale: "Le sue idee e le sue azioni costituiscono una minaccia per le autorità, ma non ha mai detto o fatto nulla di illegale.  

 

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