Hong Kong, nuovo ordine di arresto per Jimmy Lai

Accusato di aver aiutato la fuga di 12 attivisti democratici verso Taiwan, poi arrestati e processati a Shenzhen. È la seconda imputazione per reati contro la sicurezza nazionale. Il magnate pro-democrazia è già rinchiuso in una prigione di massima sicurezza. Domani udienza per la libertà su cauzione.

di Emanuele Scimia

Hong Kong (AsiaNews) – Altro ordine di arresto per Jimmy Lai. Secondo quanto riportato oggi dal suo quotidiano Apple Daily e dall’Oriental Daily, ieri le autorità hanno notificato il nuovo fermo al noto attivista democratico. Egli è già detenuto nella prigione di massima sicurezza di Stanley, in attesa di processo per aver minacciato la sicurezza nazionale e per presunta corruzione.

La nuova accusa è di aver aiutato Andy Li, uno dei 12 attivisti anti-governativi che in estate hanno cercato di fuggire a Taiwan. Arrestati dalla polizia di Shenzhen, 10 sono stati processati e condannati a pene dai 10 mesi a tre anni di carcere; due minori sono stati riportati a Hong Kong e attendono il processo.

Il reato attribuito a Lai rientra tra quelli puniti dalla legge sulla sicurezza voluta da Pechino. Il suo sostegno a Li configura anche l’imputazione di aver cospirato con forze straniere o “elementi esterni”. Sospettato di aver “tramato” con Lai, un assistente legale di 29 anni è stato portato oggi davanti al tribunale di West Kowloon: Chan Tse-wah è una delle nove persone arrestate in ottobre per aver assistito i 12 fuggitivi fermati nel Guangdong.

Lai è anche tra le nove personalità democratiche che da ieri affrontano il giudizio per aver organizzato e preso parte a una grande manifestazione contro la legge sull’estradizione il 18 agosto del 2019.

Domani Lai si presenterà davanti alla Corte di prima istanza, chiamata a valutare la sua nuova richiesta per la libertà su cauzione. Egli è stato incarcerato ai primi di dicembre; il 9 febbraio la Corte finale di appello ha invalidato la sua scarcerazione, decisa il 23 dicembre dall’Alta corte, che gli aveva concesso gli arresti domiciliari. Su richiesta del dipartimento di Giustizia, il 31 dicembre un tribunale intermedio ha sospeso la sua liberazione, ordinandone il ritorno in prigione.

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