Hong Kong: prima condanna per violazione della legge sulla sicurezza nazionale

Nove anni al 24enne Tong Ying-kit, colpevole secondo i giudici di aver incitato alla secessione e al terrorismo. Arrestato per aver sventolato una bandiera indipendentista. I suoi difensori ricorreranno in appello. Oltre 100 le persone arrestate per reati contro la sicurezza nazionale; più di 60 sono in attesa di processo.

di Emanuele Scimia

Hong Kong (AsiaNews) – Nove anni di carcere per Tong Ying-kit, il primo cittadino dell’ex colonia britannica a essere condannato in base alla legge sulla sicurezza nazionale, imposta da Pechino per silenziare il movimento pro-democrazia. Lo ha deciso oggi l’Alta corte, che aveva pronunciato il verdetto di condanna il 27 luglio.

Per i giudici, il 24enne ex cameriere è colpevole di aver incitato la popolazione alla secessione e al terrorismo: il primo luglio di un anno fa, a poche ore dall’adozione del draconiano provvedimento sulla sicurezza, la polizia lo ha fermato mentre a bordo di un motociclo sventolava una bandiera con la scritta “Liberare Hong Kong, la rivoluzione dei nostri tempi”. Tong è stato condannato anche per aver investito alcuni agenti con il suo mezzo. I suoi avvocati hanno già annunciato il ricorso in appello.

Il processo è durato 15 giorni davanti a tre giudici scelti dall’esecutivo cittadino per i casi di minaccia alla sicurezza nazionale. In spregio alla tradizione liberale della città, il procedimento si è svolto senza giuria:  fino a oggi, per 176 anni, il sistema locale di Common Law ha usato sempre le giurie per i crimini più gravi. Nel sito web dell’ordinamento giudiziario cittadino il ricorso ai giurati è descritto come una delle sue “caratteristiche peculiari”.

A differenza di quanto chiesto dall’accusa, nello stabilire la pena i giudici non hanno applicato però le leggi della Repubblica popolare cinese, limitandosi a seguire la normativa in vigore nella regione autonoma di Hong Kong.

Finora sono oltre 100 le persone arrestate per reati contro la sicurezza nazionale; più di 60 sono in attesa di processo, fra loro leader filo-democratici come Jimmy Lai, Benny Tai e Joshua Wong, che si trovano da mesi in prigione.

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