Hu Jintao si congratula con Kim Jong-il, ma ignora l’erede

Il presidente cinese scrive al dittatore di Pyongyang per ribadire l’amicizia e la cooperazione fra le due nazioni. Nessun accenno, però, a Kim Jong-un: il figlio terzogenito e delfino del “Caro Leader” è stato nominato in diversi posti chiave della nomenclatura stalinista, ma manca l’investitura ufficiale a prossimo leader del Paese.

di Joseph Yun Li-sun

Seoul (AsiaNews) - Il presidente cinese e segretario generale del Partito comunista, Hu Jintao, ha inviato un messaggio di congratulazioni al leader nord coreano Kim Jong-il per la sua rielezione come segretario generale del Partito dei lavoratori di Corea. Hu Jintao ha scritto che il leader coreano “ha ottenuto grandi risultati nella causa della creazione del socialismo in stile coreano”. Il presidente cinese ha sottolineato poi come “il popolo coreano ha raggiunto una serie di successi nella costruzione della Repubblica Popolare di Corea come una nazione forte e prosperosa, nello sviluppo dell'economia nazionale, nel miglioramento della qualità della vita delle persone”.

 

Hu Jintao ha ricordato inoltre come i due Paesi abbiano “una forte tradizione di amicizia, relazioni e interessi comuni. Nonostante gli alti e bassi della situazione internazionale, noi manterremo e miglioreremo le relazioni tra Cina e la Repubblica Popolare di Corea da una prospettiva strategica a lungo termine”. Il presidente cinese si è infine appellato anche alle relazioni fra i due Paesi per “realizzare e mantenere la pace e la prosperità comune nella regione”.

 

Secondo Wei Jingsheng, il grande dissidente cinese, il rapporto fra Cina e Corea del Nord “è come quello fra due teppisti, uno più grande e uno più piccolo. Il piccolo teppista ha bisogno del più grande. Secondo, il grande teppista fronteggia dei rivali forti coi quali è difficile trattare. Terzo, il piccolo teppista crede con forza che il grande lo proteggerà. Quarto, il grande teppista pretende di non avere nulla a che fare con il piccolo, ma in realtà indica o dirige ogni mossa da usare per futuri compromessi. E da ultimo, il piccolo teppista deve avere un grande impatto per costringere i rivali a giungere a un compromesso con il grande, se i rivali non possono far finire i fastidi [provocati dal piccolo]”.

 

In sostanza, la Cina usa la Corea come un mastino utile per minacciare il mondo: Pyongyang non può sopravvivere senza il sostegno di Pechino, e quest’ultima pretende obbedienza assoluta soprattutto in politica estera per continuare a sostenere il regime. D’altra parte, il mese scorso Kim Jong-il si è recato con l’erede in Cina proprio per chiedere la benedizione di Hu Jintao alla successione.

 

In quest’ottica è significativa, secondo gli analisti, la mancanza di ogni accenno a Kim Jong-un nel messaggio del presidente cinese: l’erede designato dalla dinastia Kim, che ieri non ha ottenuto l’investitura ufficiale da parte del padre, è stato del tutto ignorato da Hu. Il 28enne Kim, figlio terzogenito del “Caro Leader”, è stato nominato infatti prima generale e poi vicepresidente della Commissione militare centrale del Partito comunista.

 

Il giovane, che secondo la propaganda coreana assumerà il nomignolo di “Leader intelligente”, è anche diventato membro del Comitato centrale del Partito unico. La nomina è stata ufficializzata ieri nel corso del primo Congresso del Partito in 30 anni. Tutti attendevano un segnale più forte che indicasse nel giovane l’erede di Kim Jong-il, ma questo non è arrivato.

 

Anzi, come sottolineano fonti di AsiaNews in Corea, va segnalata la nomina della sorella del “Caro Leader” Kim Kyoung-hui, 64 anni, al rango di generale “a 4 stelle”: la donna, nota come la “lady Macbeth di Pyongyang”, avanza nella gerarchia interna insieme al marito Jang Song-taek, che da giugno ricopre il ruolo di vicepresidente della Commissione nazionale di Difesa. Secondo le fonti, i due (insieme a due militari di altissimo rango) sarebbero stati incaricati dal dittatore di vigilare sul Paese fino alla maturità del terzo Kim.

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