I dottori ai familiari di Liu Xiaobo: Preparatevi alla sua morte

Interrotte le cure contro il cancro al fegato; applicate solo le cure contro il dolore. L’invito a specialisti dagli Stati Uniti e dalla Germania è fermo per questioni burocratiche. Gli amici di Liu sospettano che le autorità vogliano abbandonarlo alla morte.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - I familiari e gli amici del Premio Nobel per la pace Liu Xiaobo sono stati avvertiti dai dottori che la salute del dissidente è alla fine. Il cancro al fegato all’ultimo stadio si sta sviluppando in modo molto veloce.

A Liu è stato diagnosticato il cancro un mese fa e solo da alcuni giorni gli è stato permesso di ricevere cure in un ospedale di Shenyang (Liaoning). Alla moglie Liu Xia è permesso di assisterlo, ma amici e visitatori sono tenuti lontani dal malato.

Il comunicato dei dottori affidato ai familiari di Liu è stato emesso ieri sera e consiglia di prepararsi alla sua morte entro le prossime 24 ore.

A causa del basso funzionamento del fegato, a Liu non sono più amministrate medicine cinesi o occidentali per combattere il tumore; gli vengono somministrate cure contro il dolore. Secondo i suoi amici, in contatto con la famiglia, Liu mangia molto poco e viene nutrito con le flebo.

Nei giorni scorsi l’ospedale ha richiesto l’intervento di specialisti dagli Stati Uniti e dalla Germania per curare il dissidente, ma finora non è stato possibile far venire nessuno per questioni burocratiche. Pare infatti vi siano problemi di comunicazione fra il governo cinese e le ambasciate occidentali.

Amici di Liu sospettano che le autorità lo stiano lasciando morire: anzitutto il suo cancro gli è stato diagnosticato solo quando era all’ultimo stadio; poi vi è il fatto che sia stato confinato in un ospedale qualificato, ma molto lontano dalla capitale, dove vivono i medici dell’equipe che lo segue e che per questo non possono essere vicini al suo capezzale; infine vi sono questi ritardi burocratici per permettere ai medici stranieri di curarlo.

Liu Xiaobo, 61 anni, è una delle personalità più significative della cultura cinese contemporanea. Nel 2009 è stato condannato a 11 anni di prigione per aver scritto e diffuso la Carta ’08, un documento sull’urgenza di riforme politiche, sociali e religiose per la Cina. Nel 2010 è stato insignito del Premio Nobel per la pace.

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