I vescovi cinesi alle "Due sessioni" della Repubblica popolare

Tra i delegati riunitisi nei giorni scorsi all'appuntamento che ratifica le scelte politiche di Xi Jinping anche una delegazione di 11 rappresentanti degli organismi "ufficiali" cattolici. Presente anche mons. Yang Yongqiang, uno dei due vescovi che hanno partecipato al Sinodo in Vaticano. Mons. Shen Bin ai giornalisti: nuovi traguardi “nell'autocontrollo, nell'autogestione e nell'autocostruzione” della comunità cattolica in Cina.

Pechino (AsiaNews) - Come accade ogni anno, anche una rappresentanza degli organismi cattolici ufficiali cinesi ha preso parte nei giorni scorsi alle “Due sessioni”, l’assemblea dei due maggiori organismi che la Repubblica popolare cinese considera il più importante appuntamento politico dell’anno. In realtà nel rapporto presentato dal governo di Pechino il tema delle religioni non ha avuto grande rilievo: nella sua relazione il premier Li Qiang, seguendo il canone indicato da Xi Jinping, si è limitato a riaffermare l’obiettivo di “promuovere ulteriormente la sinicizzazione della religione nel nostro Paese e guidare attivamente la religione ad adattarsi alla società socialista”. Il sito ufficiale dei cattolici cinesi chinacatholic.cn ha comunque dato ampio risalto alla partecipazione della delegazione dei vescovi ai lavori e ha riferito anche della sessione che il vescovo di Pechino Li Shan, presidente dell’Associazione patriottica, ha tenuto all’indomani per “studiare il testo integrale della risoluzione politica adottata”.

Sono 11 i rappresentanti dei cattolici all’interno della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (CPPCC): dieci vescovi e un sacerdote. Tra i vescovi insieme a mons. Li Shan e al vescovo di Shanghai mons. Shen Bin, presidente della Consiglio dei vescovi cattolici cinesi, figura anche mons. Yang Yongqiang, vescovo della diocesi di Zochun nella provincia dello Shandong, che è uno dei due vescovi della Repubblica popolare cinese che nell’ottobre scorso hanno preso parte alla prima sessione dei lavori del Sinodo in Vaticano.

Due sono invece i vescovi che sono intervenuti al Congresso nazionale del popolo, che è la camera che approva le leggi della Repubblica popolare cinese: si tratta di mons. Huang Bingzhang della diocesi di Shantou nella provincia del Guandong (che è uno dei vescovi ordinati autonomamente a cui nel 2018 papa Francesco ha tolto la scomunica) e mons. Fang Jianping della diocesi di Tangshan nella provincia dell’Hebei.

Il sito cattolico Xinde riferisce che a margine dei lavori il vescovo di Shanghai mons. Shen Bin - sempre più chiaramente indicato come la figura ufficiale di riferimento per la Chiesa cattolica dalle autorità della Repubblica popolare cinese - è stato intervistato dai giornalisti sul “rafforzamento globale dello stile religioso” e sulla “promozione di un sano sviluppo della religione”. Il vescovo Shen Bin - racconta Xinde - ha affermato che le comunità religiose devono raggiungere nuovi traguardi “nell'autocontrollo, nell'autogestione e nell'autocostruzione” (che - nonostante l’Accordo con la Santa Sede sulla nomina dei vescovi – restano le “tre autonomie” da sempre predicate dall’Associazione patriottica ndr). Ha sottolineato al contempo l’esigenza di “migliorare la posizione politica, rafforzare il ruolo guida dei valori socialisti fondamentali, promuovere seriamente una gestione completa e rigorosa della religione, risolvere seriamente i problemi in sospeso che influiscono sulla sana eredità della religione nel nostro Paese e migliorare continuamente il livello di gestione delle comunità religiose”.


“LANTERNE ROSSE” È LA NEWSLETTER DI ASIANEWS DEDICATA ALLA CINA
VUOI RICEVERLA OGNI GIOVEDI’ SULLA TUA MAIL? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER A QUESTO LINK

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente
Destinazione Seoul

Vedi anche

  • Cent'anni dai primi vescovi cinesi: l'eredità di oggi

    A Taipei un convegno ha celebrato il centenario dello storico gesto di Pio XI che nell'ottobre 1926 ordinò i primi 6 vescovi nati in Cina. Passo fondamentale di un cammino di inculturazione che dopo il 1949 dovette però fare i conti con il controllo di Pechino. La sfida tuttora attuale dell'identità della Chiesa in Cina.

  • Il beato Fulton Sheen e la Chiesa in Cina

    Il vescovo statunitense pioniere dei predicatori tv che il 24 settembre verrà beatificato aveva visitato la Cina nel 1948 incontrando anche Chiang Kai-shek. Citava spesso la "giovane Li" come modello della devozione all'Eucaristia. E attraverso la rivista Worldmission raccontò le persecuzioni comuniste ma ancora di più la grande fede dei cattolici cinesi.

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000