Il dramma dei pescatori vietnamiti: ridotti in povertà dagli arresti e dai sequestri dei cinesi

Nella sola provincia di Quang Ngai sono più di cento le famiglie ridotte in povertà perché non hanno più i loro battelli o hanno dovuto chiedere prestiti per pagare le multe dei loro uomini, incarcerati da Pechino. Ora chiedono a Hanoi di intervenire.

di Nguyen Hung

Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Sembra non avere fine il dramma dei pescatori vietnamiti: sono centinaia, dal 2009, i battelli fermati dai cinesi fin nelle acque territoriali vietnamite. Catturati, sovente i pescatori vengono picchiati e sono più di cento le famiglie della provincia di Quang Ngai che hanno dovuto vendere le loro case o sono state costrette a chiedere prestiti per pagare le multe imposte dai cinesi che hanno preso i loro mariti o figli.

 

Alcuni di loro, emigrati dalla provincia di Quang Ngai, raccontano ad AsiaNews di “avere davvero paura di andare ora in mare, perché le navi cinesi sovente speronano i nostri battelli o ci arrestano e ci picchiano crudelmente. Ci obbligano a stare tutto il giorno con le mani sopra la testa, o ci prendono a calci o usano bastoni elettrici”.

 

Così, sono numerose le famiglie della provincia finite in povertà per restituire i prestiti. E’ il caso della famiglia di Vinh: nel 2009 il suo battello è stato sequestrato dai cinesi mentre pescava intorno alle isole vietnamite di Phu Lam. Valeva oltre un miliardo di dong (circa 40mila euro). Vinh è stato quasi due mesi in Cina. Quando è stato rilasciato ed è potuto tornare a casa, era senza denaro e non ha potuto trovare un altro lavoro. Ha preso un prestito con un alto tasso di interesse per poter tornare in mare. Ma quest’anno, quando è tornato a pescare, le navi cinesi lo hanno circondato e hanno preso il suo battello. Stavolta è davvero “trắng tay”, divenuto povero.

 

Della questione dei pescatori fermati dai cinesi ha parlato anche la stampa governativa vietnamita, evidenziando il fatto che numerosi pescatori sono stati arrestati e le loro famiglie si sono viste costrette a emigrare nelle grandi città per sopravvivere. Sono divenuti migranti, gente senza casa e vivono in condizioni difficili.

 

Alcuni pescatori, che vivono a Ho Chi Minh City, parlando con AsiaNews chiedono che Hanoi intervenga. “Aiuti i pescatori a poter svolgere liberamente il loro lavoro in mare, senza essere preoccupati da ‘strane navi’”, i batteli cinesi.

 

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