Il Monte Everest sommerso dai rifiuti: la Cina installa i bagni chimici

Decenni di spedizioni turistiche hanno trasformato la vetta nella più alta discarica a cielo aperto. Una serie di bagni “eco-friendly” a servizio degli scalatori.

di Anna Chiara Filice

Kathmandu (AsiaNews/Agenzie) – Per salvare l’Everest sommerso dai rifiuti di decenni di trekking, la Cina ha deciso d’installare i bagni chimici nel suo campo, ad un’altitudine di oltre 7mila metri. Da quando i primi scalatori hanno raggiunto la vetta nel 1953, il monte si è trasformato nella più alta discarica a cielo aperto. I rifiuti hanno deturpato il paesaggio mozzafiato e creato seri pericoli per l’ambiente. L’obiettivo è restituire l’antico fascino ad uno degli angoli più belli del mondo.

Negli anni i turisti hanno abbandonato di tutto: tende, picchetti, corde, bombole d’ossigeno vuote. E ovviamente, escrementi. Il sentiero che porta al picco più alto, a 8.848 metri sopra il livello del mare, è diventato un vero percorso a ostacoli.

Per questo in primavera una spedizione cinese installerà una serie di bagni “eco-friendly” sul versante settentrionale in Tibet, per dare ristoro agli scalatori che “gli scappa”. I modelli, assicura Pema Tinley, vice segretario generale della Tibet Mountaineering Association, funzioneranno come quelli già installati lo scorso anno sul versante occidentale, a 5.200 metri. I rifiuti biologici vengono raccolti ogni giorno e riutilizzati dalla popolazione come fertilizzanti naturali.

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