Il nuovo leader di Shenzhen è un alleato di Hu Jintao

La più ricca città cinese è così tolta al gruppo di Jiang Zemin, a cui appartenevano gli ultimi due capi del Partito locale. Il nuovo capo è però “anziano” e analisti si chiedono come affronterà le attuali sfide della città: migliorare l’industria elettronica, attirare cervelli, decidere se “fondersi” con Hong Kong.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – A dirigere il Partito comunista della ricca Shenzhen è stato nominato ieri Liu Yupu, vicesegretario del Pc del Guangdong e collaboratore di Hu Jintao. La metropoli viene così tolta dopo 7 anni al controllo dell’ex presidente Jiang Zemin, di cui erano alleati i due ultimi capi locali, Huang Liman e Li Hongzhong. Il rilancio dell’industria e i rapporti con Hong Kong sono le principali sfide che attendono Liu.

Liu ha lavorato con Hu nel Comitato centrale della Lega giovanile dei comunisti dal 1982 al 1985. Nel 2004 è stato eletto vicesegretario provinciale del Pc nel Guangdong, carica confermata a maggio 2007.

Gli esperti osservano che in simili incarichi l’età massima è di 60 anni. La nomina di Liu, 58 anni, potrebbe essere dunque una nomina di “passaggio”, per porre la zona sotto il controllo di Hu in attesa di un capo più giovane.

Proprio per questo la scelta suscita qualche perplessità, dato che Liu dovrà affrontare grandi problemi e cambiamenti. Shenzhen è una delle 5 zone economiche speciali create nei primi anni ’80 dall’allora presidente Deng Xiaoping: status che le ha garantito 3 decenni di esenzioni fiscali e altri vantaggi. Ma ora l’ulteriore crescita della più ricca città cinese è ostacolata dalla necessità di migliorare la sua industria elettronica, di attirare menti e di mantenere il suo sviluppo industriale nonostante i costi crescenti.

Guo Wanda, vicepresidente del locale Istituto cinese per lo sviluppo, commenta al South China Morning Post che occorre aumentare la produttività, dato che “città come Hong Kong, Tokyo e Londra hanno costi elevati ma rimangono competitive, perché hanno industrie ad alto rendimento”. Ma nel tempo necessario per tale cambiamento ci potranno essere problemi, anche perché Shenzhen è carente di terreni e infrastrutture per il trasporto e ha una classe di funzionari pubblici “abituati – prosegue Guo - a seguire vecchie regole di condotta, ma non a cercare soluzioni innovative”.

Per questo esperti hanno indicato che il futuro di Shenzhen sia fondersi con Hong Kong. Intanto entrambe le città vogliono aumentare la collaborazione.

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