Il Paese festeggia la democrazia, ma stronca i manifestanti pro-Tibet

Nei giorni scorsi la polizia ha arrestato oltre 400 persone, che manifestavano contro la repressione cinese in Tibet. Il portavoce del governo ad AsiaNews spiega: siamo democratici, ma non permetteremo alcuna protesta contro Pechino.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) – Mentre il Nepal celebra l’alba della sua democrazia, il governo reprime con la forza coloro che chiedono la stessa democrazia per il Tibet. È la denuncia di Norbu Tenzing, che nei giorni scorsi è stato picchiato dalla polizia per aver manifestato davanti all’ambasciata cinese in Nepal contro la repressione dei monaci buddisti e della popolazione tibetana.

 

Il governo nepalese - da pochi giorni dominato dal Partito maoista, che ha vinto le elezioni legislative – adotta una politica strettamente filo-cinese, e vieta ogni forma di manifestazione contro il regime di Pechino. Il 22 aprile la polizia ha arrestato oltre 150 manifestanti; il giorno dopo, altri 250.

 

Krishna Bahadur Mahara, portavoce del governo, dice ad AsiaNews: “Non permetteremo mai alcuna attività anti-cinese. Siamo molto severi con chi assume questi atteggiamenti. Questo non vuol dire che siamo contrari alla democrazia: abbiamo avvertito più volte i manifestanti dei rischi che corrono”. Per una curiosa coincidenza, ieri in Nepal si festeggiava la festa della democrazia, che celebra la rinuncia al potere del re Gyanendra.

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