Jiangsu, proteste dei veterani militari represse dalla polizia: diversi feriti e arrestati

Migliaia di reduci erano radunati nella città di Zhenjiang. Il governo locale ha inviato centinaia di agenti per disperdere la folla. Da anni i reduci di guerra lamentano sussidi promessi e mai versati e chiedono un miglior sistema pensionistico e di previdenza sociale.

di Anna Chiara Filice

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – È terminata con cariche violente da parte della polizia la manifestazione dei veterani cinesi che chiedevano una pensione migliore. In migliaia erano radunati da cinque giorni a Zhenjiang, nella provincia del Jiangsu, per chiedere un accordo più vantaggioso e la fine delle aggressioni perpetrate in diverse zone del Paese contro coloro che protestano per i propri diritti.

Alcuni ex militari hanno raccontato al South China Morning Post che la manifestazione è degenerata con l’arrivo di centinaia di agenti armati, inviati dal governo locale per sedare le proteste e disperdere la folla. Nel tentativo di “convincere” i disobbedienti a tornare a casa, i poliziotti hanno ferito diversi reduci, costretti poi a ricorrere alle cure ospedaliere.

Da anni il personale militare in congedo – circa 57 milioni di persone che hanno combattuto nelle guerre di Corea (1950-1953) e Vietnam (1979) – lamenta sussidi promessi e mai versati, chiede un miglior accordo pensionistico e di previdenza sociale. Nel 2017 il presidente Xi Jinping aveva assicurato risposte concrete e lo scorso aprile il neo-costituito Ministero per gli affari dei veterani ha avviato i lavori a Pechino.

Un ex militare della provincia meridionale del Guizhou denuncia il comportamento violento degli agenti. “Dovevamo fare un compromesso – afferma – ma siamo ancora molto arrabbiati. Gli assalti ai veterani rappresentano un’umiliazione pubblica per l’esercito della Cina, ma tutto questo è solo la punta dell’iceberg”. Un altro veterano riferisce che uomini e donne soldati in pensione si sono uniti da tutto il Paese alle proteste nel Zhenjiang, dopo aver saputo delle aggressioni condotte contro i colleghi. Poi fa sapere che è da maggio che i reduci sono vittime di assalti da parte di “bande di criminali e teppisti” assoldati da funzionari locali per mantenere l’ordine in Guangdong, Sichuan, Hunan, Hainan, Henan, Anhui e Liaoning.

Alcuni partecipanti alla manifestazione lamentano l’arresto di altri colleghi, senza fornire maggiori dettagli sui fermati o sul luogo della detenzione. Da parte del governo municipale, vi è invece il massimo riserbo. Sulle motivazioni della protesta, un testimone degli attacchi sostiene: “Noi veterani abbiamo capito che dobbiamo unirci e lottare insieme per la nostra dignità, perché anche se il governo centrale ha creato un ministero dedicato [alla nostra questione], niente è stato fatto”.

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