Jiangxi, dopo 27 anni di prigione, la corte si scusa per l’errore

Zhang Yuhuan, 52 anni, carpentiere, era stato accusato di omicidio con una confessione estorta sotto tortura. Dopo oltre 600 petizioni dalla prigione, la corte ha riconosciuto di averlo condannato con insufficienza di prove.

di Wang Zhicheng

Pechino (AsiaNews) - Zhang Yuhuan, 52 anni, da ieri è un uomo libero. Ma egli ha passato 27 anni per l’assassinio di due bambini che egli non ha commesso, ma che la corte gli aveva imputato nel 1993. Ieri, la corte del Jiangxi gli ha chiesto scusa per l’errore.

Zhang, un carpentiere di Jinxiang (contea di Nanchang, Jiangxi), era stato accusato per l’uccisione di due bambini, trovati morti in un deposito dell’acqua, vicino alla casa di Zhang. L’uomo è stato subito sospettato e nel 1995 condannato a morte per omicidio, dopo aver “confessato”.

L’uomo però ha sempre rivendicato la sua innocenza e ha detto di aver confessato il suo “crimine” sotto tortura. Dopo anni di appelli – egli avrebbe scritto almeno 600 petizioni dalla prigione – l’alta corte del Jiangxi ha riaperto il caso lo scorso anno.

La pubblica accusa ha riconosciuto che oltre alla “confessione” di Zhang, estorta con la forza, non vi erano prove sufficienti per incolparlo.

Ora Zhang vuole chiedere un risarcimento per quanto ha subito, anche se – come ha detto in un’intervista apparsa su Caixin, dopo tanti anni in prigione si sente “come un pazzo, … completamente fuori della società”.

Alla televisione, che ha dato notizia della sua liberazione, lo speaker ha citato il presidente Xi Jinping, che una volta ha detto: “Non è mai troppo tardi per correggere gli errori”.

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