L'Angola è il primo fornitore di petrolio per la Cina

Pechino, in cambio del greggio, concede ampi finanziamenti agevolati e le ditte cinesi partecipano alle opere di ricostruzione. Ma si teme che di questa ricchezza non benefici la popolazione.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - A febbraio l'Angola è stato il primo fornitore di petrolio per la Cina, coprendo il 13% della sua importazione e superando l'Arabia Saudita.

L'Angola - ha detto il 30 marzo la compagnia Petromatrix Gmbh (Pg), specializzata nel settore - ha fornito nel mese 2,12 milioni di tonnellate di petrolio greggio, contro gli 1,98 milioni di tonnellate del Paese arabo. A gennaio aveva dato "solo" 1,55 milioni di tonnellate, rispetto agli 1,89 milioni dell'Iran e agli 1,55 milioni dell'Arabia Saudita. Pechino è il 2° importatore del petrolio angolano, dopo gli Stati Uniti.

"L'importazione cinese di petrolio dall'Angola - dice la Pg - è cresciuta di oltre il 42% in un anno e assorbe la gran parte delle maggiori estrazioni del Paese".

Il Paese sub sahariano, 2° produttore africano dopo la Nigeria, vuole - dice la consulente Wood MacKenzie - raddoppiare la produzione in 3 anni e giungere, per il 2008, dagli attuali 1,3 milioni a 2 milioni di barili al giorno.

La Cina da anni è il principale collaboratore nella ricostruzione del Paese, uscito nel 2002 da 27 anni di sanguinosa guerra civile. Pechino ha concesso finanziamenti per 2 miliardi di dollari Usa, garantiti dall'esportazione di petrolio, e le ditte cinesi sono attive nella realizzazione di infrastrutture e servizi, quali strade, ponti, edifici pubblici, case e altro. La scorsa settimana Angola e Cina hanno annunciato la costituzione di un nuovo consorzio tra le rispettive compagnie statali Sonangol oil e Sinopec, per realizzare una raffineria a Lobito della capacità di 240 mila barili al giorno.

Il Fondo monetario internazionale critica il finanziamento concesso dalla Cina, osservando che a Pechino non interessa come il denaro sia utilizzato. Il Fondo aveva offerto a Luanda finanziamenti agevolati, in cambio di un effettivo controllo sull'utilizzazione delle somme e di una riforma del corrotto sistema di potere che beneficia una ristretta elite con i 13 milioni di abitanti nella povertà. L'aiuto di Pechino ha consentito all'Angola di rifiutare la proposta.

La Cina - riportano i media statali cinesi - progetta di procurarsi riserve strategiche di petrolio per almeno 100 milioni di barili e prevede di spendere almeno 180 miliardi di yuan (22,5 miliardi di dollari Usa) in raffinerie e altri impianti nel settore petrol chimico, entro i prossimi 5 anni. (PB)

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