La censura cinese contro Winnie the Pooh

L’orsetto della Disney è argomento “sensibile” da anni, in quanto ci si è vista una poco rispettosa somiglianza con il presidente Xi Jinping. E c’è chi ne posta l’immagine o il nome per vedere in quanto tempo viene eliminato.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Ha suscitato reazioni di meraviglia e apprezzamento la pubblicazione, il 15 luglio, su Weibo, il popolarissimo sito di micro-blogging cinese, di una immagine di Winnie the Pooh, da parte di Wang Xiaochuan, amministratore delegato del motore di ricerca Sogou. Il fatto è che dal 2013 l’orsetto della Disney è “sensibile”, in quanto la censura cinese ci ha visto a più riprese una pericolosa somiglianza col presidente Xi Jinping.

La “somiglianza” è stata fatta notare per la prima volta nel 2013 durante la visita di Xi al presidente americano Barack Obama. Una foto di Obama, alto e magro che camminava con il presidente cinese, più basso e “tondo” , è stata “avvicinata” all’immagine di Winnie the Pooh con il suo amico Tigro. L’immagine è stata censurata. Analoga sorte l’anno dopo è toccata per la “somiglianza” tra l’incontro di Xi Jinping e il primo ministro giapponese Shinzo Abe con un saluto tra l’orsetto e l’asinello Ih-oh.

Nonostante la censura - o in realtà a causa di esso – Pooh ha visto allargarsi i suoi spazi e ha assunto un valore politico e di sfida contro la censura online. Se la sua immagine non fosse mai stata censurata nel 2013 e in seguito, non avrebbe il significato che ha oggi. Per molti internauti postare l’immagine o anche solo il nome di Winnie è quasi un gioco. Alcuni lo scrivono per vedere quanto velocemente i loro post scompaiono. “Ho sentito che la parola Winnie the Pooh è stata vietata, quindi sto scrivendo questo post per controllarlo", scrivono molte persone. E c’è anche chi scrive “Che cosa succede a Winnie the Pooh? Che ha fatto di male?”.

 

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