La Cina non ha soldi per la sanità pubblica

Lo riconosce il ministro della Sanità. Assistenza sanitaria garantita solo al 15% della popolazione e campagne trascurate. Ospedali che fanno pagare le cure e "guadagnano" aumentando il costo delle medicine. Per ogni cittadino ci sono solo 11,5 dollari l'anno.

Pechino (AsiaNews/Scmp) - La carente assistenza sanitaria cinese dipende anzitutto dalla scarsità di fondi. Lo dice Gao Qiang, ministro della Sanità.

Le spese per la sanità sono passate - ha detto Gao il 18 febbraio, in un incontro organizzato dall'Associazione degli ospedali cinesi - dal 6% del bilancio negli anni '80 e '90 al 4% del 2002, pari a solo 120 miliardi di yuan per il 2006 [meno di 93 yuan annui per abitante, 11,5 dollari Usa]. "Questa percentuale - osserva - non solo è molto inferiore a quella degli Stati sviluppati, è persino minore a quella di molti Paesi in via di sviluppo".

Il sistema sanitario cinese è criticato per gli alti costi per il paziente e la difficoltà di ottenere le cure, così che il governo è accusato di non fornire un servizio essenziale. La mancanza di fondi costringe gli ospedali e i centri medici a far pagare i servizi per coprire le spese. Negli ospedali il costo dei medicinali arriva a 10 volte il prezzo effettivo.

Come risultato - prosegue Gao - gran parte della popolazione è costretta a pagarsi le spese mediche che lo Stato non può coprire. "Noi non dovremmo vendere ogni servizio e non dovremmo [chiedere ai pazienti] di pagarsi le spese mediche". Il problema - riconosce - riguarda soprattutto le zone rurali, dove vive la maggior parte degli 1,3 miliardi di cinesi ma alle quali è destinato solo il 20% delle risorse. Le più avanzate attrezzature scientifiche e le migliori risorse umane sono concentrare negli ospedali delle grandi città. Ma nel 2005, proprio per gli scarsi fondi, l'assistenza medica è stata assicurata - ricorda Gao - a non più di 200 milioni di residenti urbani.

"Quindi - conclude il ministro - gli ambulatori dei maggiori ospedali delle grandi città sono inondati da un mare [di pazienti], perché ci va chiunque non riceve cure adeguate o non ha fiducia nei presidi medici locali".

Nel 2005, durante l'incontro tra il Congresso nazionale del popolo e la Conferenza politica e di consulenza del popolo cinese, Gao - allora vice ministro - ha insistito per un maggior controllo sui centri medici e per la riforma dei prezzi delle medicine, al fine di consentire ai poveri un più facile accesso al sistema sanitario.

Lo scorso anno anche il premier Wen Jiabao, durante i lavori del Congresso nazionale del popolo, ha fatto presente la necessità di risolvere il problema sanitario, ma non ci sono stati miglioramenti significativi.

La Cina - secondo uno studio congiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità e del cinese Centro per la ricerca e lo sviluppo - è il 4° peggiore Stato nella distribuzione equa delle risorse mediche. (PB)

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