La Cina stretta tra le inondazioni e il deserto che avanza

Pesanti piogge causano nella Cina centrale e meridionale le peggiori inondazioni da anni, con perdita di milioni di ettari di raccolti e centinaia di migliaia di case distrutte o danneggiate. Intanto nel nord il deserto si espande rapido.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina è colpita dalle peggiori inondazioni degli ultimi anni, con 60 milioni di persone colpite nella Cina centrale e meridionale, almeno 360 morti e perdite economiche dirette già pari a 7,4 miliardi di yuan, 200mila case distrutte o danneggiate, 528mila ettari di terre agricole distrutte e altri 1,8 milioni sommersi. Intanto avanza veloce la desertificazione, che copre un quinto delle terre e provoca tempeste di sabbia che arrivano fino al Giappone.

Ora la principale emergenza è la rapida crescita delle acque del fiume Huai che hanno raggiunto il massimo livello da 50 anni. Le autorità cercano di diminuire il livello anche deviando le acque in zone abitate: ieri le hanno convogliate sulla zona di Jiangtanghu, Anhui, su 115 ettari abitati da 43mila persone. La situazione rimane grave, anche perché pesanti piogge sono previste per oggi e domani. Si calcola che nei prossimi giorni il lago Hongze, a valle nello Jiangsu, riceverà 23 miliardi di metri cubi di acqua, 6 volte la sua normale capacità. E’ stato predisposto un canale di 163 chilometri per deviare le acque al Fiume Giallo. Disposta l’evacuazione di 511mila persone.

Se la Cina centrale e meridionale soffrono di inondazioni, a nord continua ad espandersi il deserto, che ormai copre un quinto delle terre, lungo il corso superiore del Fiume Giallo, sull’altopiano del Qinghai-Tibet e in parte della Mongolia interna e del Gansu.

Oggi il ministro per le Foreste ha definito la situazione “grave, il principale problema ecologico che limita il nostro sostenibile sviluppo socio-economico”. La Cina ha il 20% circa della popolazione mondiale, ma solo il 7% della terra coltivabile.

Secondo Wang Tao, membro dell’Accadenia cinese delle scienze a Lanzhou, nell’ultimo decennio i deserti cinesi sono aumentati di 950 chilometri quadrati ogni anno. Ogni primavera le tempeste di sabbia flagellano Pechino e l’intera Cina settentrionale e giungono fino a Corea del Sud e Giappone. Ora il governo studia come impedire che ci siano tempeste di sabbia durante le Olimpiadi, piantando alberi e prevedendo premi per chi coltiva le terre ai margini del deserto. Ma in quelle zone l’acqua è spesso scarsa e non appaiono possibili grossi guadagni.

 

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