La condanna a Chen ridotta dall’ergastolo a 20 anni

La Corte di appello riduce la pena all’ex presidente Chen Shui-bian, accusato di peculato e riciclaggio. Ridotta anche la pena alla moglie di Chen, dall’ergastolo a 20 anni. Chen ha sempre parlato di "processo politico”.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Il Giudice di appello di Taiwan ha ridotto oggi dall’ergastolo a 20 anni di carcere la pena per l’ex presidente Chen Shui-bian, ritenuto colpevole di peculatom, corruzione e riciclaggio di denaro. Ridotta anche la pena a sua moglie Wu Shu-chen, dall’ergastolo a 20 anni di carcere, per accuse in parte identiche.

Chen, in carcere dalla fine del 2008, è stato condannato nel 2009 per essersi appropriato, insieme alla moglie, di circa 20 milioni di dollari di fondi pubblici e averli portati all’estero. L’ex presidente ha sempre respinto ogni accusa e protestato che il processo ha radici politiche, per la sua accesa posizione a favore dell’indipendenza di Taiwan da Pechino. Il Partito democratico progressista, in cui Chen militava, ha sempre denunciato, a propria volta, che il processo è stato strumentalizzato in sede politica dagli altri partiti per ottenere maggiori consensi elettorali.

I legali di Chen dicono che valuteranno se fare ricorso alla Corte Suprema.

La condanna in primo grado all’ergastolo e a un’elevata multa aveva suscitato molte critiche, per la grande severità. Esperti osservano che la diminuzione della pena potrebbe ridurre gli accesi contrasti che dividono l’opinione pubblica.

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