Leader del Kuomintang: "Solo la democrazia in Cina può portare alla riunificazione"

Ma Ying-jeou, capo dell'opposizione e sindaco di Taipei, dice che "per considerare una riunificazione, Pechino deve sviluppare un sistema politico democratico, come il nostro".

Londra (AsiaNews/Agenzie) – La Cina "deve adottare una piena democrazia politica ed economica" prima che Taiwan "possa considerare la riunificazione": lo ha detto ieri a Londra Ma Ying-jeou, leader del Kuomintang (maggior partito d'opposizione dell'isola) e sindaco di Taipei, durante un discorso alla London School of Economics.

"Non escludiamo a prescindere la possibilità di riunirci con la Cina continentale – ha spiegato – ma è necessario che vi siano sullo Stretto le giuste condizioni: lo sviluppo da parte di Pechino di una concezione politica, economica e di benessere sociale in accordo con le idee di Taiwan".

L'isola – non riconosciuta come Stato sovrano dalla Gran Bretagna – si è staccata dalla Cina continentale nel 1949, al termine di una guerra civile. Pechino considera Taiwan una "provincia ribelle" mentre Taipei governa come "indipendente de facto". Oltre a storia, cultura e linguaggio comune, Taipei e Pechino sono unite dal commercio: lo scambio commerciale fra di loro si aggira intorno ai 71 miliardi di dollari americani l'anno.

"Fino allo sviluppo democratico della Cina – ha concluso Ma – preferiamo mantenere questo status quo e non considerare una tabella di marcia per il riavvicinamento, che in ogni caso dovrebbe essere sottoposto al voto di tutta la popolazione".

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