Leader tibetano: per compiacere Pechino, Obama “dimentica” i diritti umani

Urgen Tenzin ricorda il “dovere morale” che incombe su Stati Uniti e potenze occidentali in tema di democrazia e diritti umani. Delusione per la visita in Asia del presidente Usa: preoccupato per la crisi economica, egli non ha difeso i valori della democrazia. Il Giappone ha saputo coniugare sviluppo e tutela delle libertà individuali.

Dharamsala (AsiaNews) – La crisi economica mondiale e la volontà di “compiacere” il governo cinese hanno fatto passare sotto silenzio “la questione tibetana e il rispetto dei diritti umani”. È quanto afferma ad AsiaNews Urgen Tenzin, direttore esecutivo del centro tibetani per i diritti umani e la democrazia (Tchrd), commentando il primo viaggio del presidente Usa Barack Obama in Asia. Egli ricorda il “dovere morale” che incombe sulla comunità internazionale a difesa dei “diritti di tutti i popoli”, compresi i tibetani e i cinesi.

 

“È disdicevole che il presidente Barack Obama – afferma il leader di Tchrd – non abbia parlato della questione tibetana. Tuttavia, non solo Obama, ma la maggior parte dei leader mondiali cercano di compiacere la Cina”. La potenza economica del gigante cinese, spiega, costringe i governi occidentali al silenzio. Dal presidente Usa, infatti, è emerso solo un timido invito “al dialogo” fra Pechino e il Dalai Lama e il “sostegno” di Washington al processo di riavvicinamento.

 

Urgen Tenzin ricorda le celebrazioni per i 60 anni della Repubblica popolare cinese, dell’ottobre scorso, in cui Pechino ha ostentato la potenza militare e il crescente sviluppo economico. “Sfortunatamente – aggiunge – questo sviluppo ha un altissimo costo a livello umano e ambientale”. Egli ricorda i disastri naturali che si consumano anche nella regione tibetana e le “generazioni future pagheranno a caro prezzo le conseguenze del crescente degrado”.

 

Il leader di Tchrd giudica positivo il richiamo di Obama sui diritti umani, ma precisa la stretta relazione esistente fra “diritti umani e democrazia” che non possono essere separati.

 

Al suo arrivo in Giappone, il presidente Usa è stato accolto da numerosi cartelli in cui campeggiava la scritta “Benvenuto in Giappone! Non dimenticare i diritti umani e il Tibet”. Tenzin apprezza il monito lanciato dal Paese, che giudica “una delle più rispettabili nazioni asiatiche in tema di democrazia”. Tokyo ha saputo coniugare sviluppo economico e diritti umani e questo le ha permesso di affermarsi come “nazione rispettabile”, in prima linea nei “diritti umani, nella difesa della libertà religiosa, in tema di democrazia e libertà individuali”.

 

“Tchrd – conclude Urgen Tenzin – accoglie con favore questa presa di posizione sul Tibet e i diritti umani. Il Giappone, oggi, può fregiarsi non solo del titolo di potenza economica e democratica del continente asiatico, ma anche di nazione con un’autorità morale interessata al benessere di tutti i popoli”. (NC)

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