Liu Xiaobo, Pechino attacca di nuovo la Commissione per il Nobel

Un editoriale apparso questa mattina sulla Xinhua, l’agenzia di stampa del regime cinese, contesta le motivazioni addotte dal presidente della Commissione per spiegare l’assegnazione del Premio al dissidente: "Ingannevoli e legate a un sistema di valori parziali".

Pechino (AsiaNews) – Il governo cinese attacca di nuovo la Commissione che ha assegnato il Nobel per la Pace 2010, che sarebbe mossa da "un sistema ingannevole" basato su "valori parziali". Lo scrive oggi l’agenzia di stampa governativa Xinhua, che in un commento critica le motivazioni del presidente del comitato Nobel, Thorbjoern Jagland, per spiegare l'attribuzione del premio Nobel.

Esattamente tre settimane dopo l’annuncio della scelta di Liu, condannato nel 2009 a 11 anni di carcere per incitazione alla sovversione, Pechino continua dunque a condannare la scelta di Oslo. La condanna di Liu "è una questione puramente giuridica che riguarda la sovranità giudiziaria della Cina, e in nessun modo una questione di diritti dell’uomo".

L’editoriale della Xinhua arriva infatti in risposta a un articolo di Jagland apparso sul New York Times, in cui il presidente afferma che "le leggi e le norme internazionali in materia di diritti dell’uomo si impongono agli Stati nazioni, e la Comunità internazionale ha il dovere di garantire che siano rispettati".

Secondo Pechino, "l’idea dei diritti dell'Uomo al di sopra della sovranit‡, cara ad alcuni Paesi, Ë respinta dalla maggioranza dei Paesi nella Comunit‡ internazionale".

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