Lotta contro il tempo per evitare l’inondazione, evacuate 150mila persone

Si scava un canale per far defluire le acque del lago creato dal sisma: oltre 300 milioni di metri cubi d’acqua minacciano di far crollare le sponde e colpire 1,3 milioni di persone. Nuove forti scosse. Molte zone rimangono isolate. Il governo teme disordini sociali, se non ci sarà una rapida ricostruzione.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 150mila persone sono state evacuate la scorsa notte dalla città di Beichuan, per timore del crollo delle pareti del lago Tangjiashan e di un’inondazione. Intanto ieri sera una scossa di assestamento ha fatto cadere 420mila case e causato almeno 63 feriti, di cui 6 gravi.

Il sisma del 12 maggio ha bloccato il fiume Jianjiang e creato un bacino di oltre 300 milioni di metri cubi d’acqua sopra la città di Mianyang, di cui fa parte Beichuan. L’acqua dell’invaso continua a salire e la sua pressione può far crollare l’intera parete: ieri il livello era di 727 metri, solo 24 metri sotto la sponda più bassa dell’instabile bacino. Oltre 600 soldati e operai con buldozer portati per via aerea lottano contro il tempo per scavare un canale (nella foto) e farla defluire, ma occorrerà almeno una settimana. Nella zona ci sono oltre 1,3 milioni di persone. Il terremoto ha creato 35 simili laghi, per un volume pari a 50mila piscine olimpiche.

Ieri c’è stata una scossa di grado 5,4 della scala Richter nella contea di Qingchuan (Sichuan) e un’altra di grado 5,7 nella contea di Ningqiang (Shaanxi), a conferma del perdurante pericolo.

E’ ancora in corso l’invio di tende e generi di prima necessità per i milioni di persone colpite dal terremoto, comprese scorte di vaccino contro possibili epidemie per le pessime condizioni igieniche e il caldo.

Alcune località sono ancora isolate, soccorse tramite lanci aerei di aiuti. Ad esempio solo ieri camion militari hanno raggiunto la città di Gengda, isolata dal 12 maggio e ormai ridotta alla fame. Molte strade sono sparite o inagibili e altre potrebbero crollare in ogni momento, mentre occorreranno mesi per ripristinare minimi collegamenti.

Ieri il Consiglio di Stato, presieduto dal premier Wen Jiabao, oltre a discutere le attività urgenti ha anche iniziato a parlare della ricostruzione, sia degli edifici che delle attività economiche: intere città e villaggi dovranno essere spostati in nuove zone. Wen ha evidenziato che occorre  prevenire il pericolo di disordini, fra qualche tempo e assorbito lo shock, da parte di milioni di persone che hanno perso tutto. Esperti parlano di 300 miliardi di yuan (30 miliardi di euro) per ricostruire le case e i servizi per 5 milioni di senzatetto, oltre mille miliardi di yuan per l’intera ricostruzione.

 

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