Mar cinese meridionale: accordo fra Pechino e Hanoi

La firma dei vice-ministri dovrebbe mettere la parola fine a mesi di tensioni fra i due alleati comunisti. Provvedimenti immediati, in attesa di una soluzione di lungo periodo, per contenere le rivendicazioni di altre nazioni, fra cui Giappone e Stati Uniti. Incontro a due fra il presidente Hu Jintao e il segretario del partito comunista vietnamita Nguyen Phu Trong.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Pechino e Hanoi hanno sottoscritto un accordo in sei punti, che dovrebbe mettere la parola fine alle tensioni fra i due Paesi nel Mar cinese meridionale. Provvedimenti immediati e una soluzione “di lungo periodo”, siglate nei giorni scorsi dal vice-ministro cinese degli Esteri Zhang Zhijun e dal suo omologo vietnamita Ho Xuan Son e pubblicata ieri sul sito internet del ministero. La firma è arrivata nel contesto di un più ampio vertice bilaterale fra Cina e Vietnam, durante il quale si è tenuto un incontro a due fra il presidente Hu Jintao e il segretario del Partito comunista vietnamita Nguyen Phu Trong, in visita nella capitale cinese.

Nei mesi scorsi le relazioni diplomatiche fra Cina e Vietnam hanno toccato i minimi storci, con Hanoi impegnata a contenere – a fatica – manifestazioni di nazionalisti, attivisti e leader religiosi in chiave anticinese (cfr. AsiaNews 04/06/2011, Vietnamiti in piazza contro le mire di Pechino nel mar Cinese meridionale). Essi rivendicavano la sovranità vietnamita su alcune aree delle isole Spratly e Paracel, al centro di un’aspra contesa. L’accordo raggiunto dai due fronti prevede l’installazione di una linea dedicata, per dirimere potenziali conflitti marittimi. È inoltre previsto un doppio incontro annuale per discutere dei problemi che riguardano i confini, senza escludere l’ipotesi di riunioni di emergenza in caso di necessità.

Pechino e Hanoi hanno deciso di risolvere le dispute mediante negoziati e “consultazioni amichevoli”, cercando “rimedi provvisori” in attesa di soluzioni di lungo periodo. Analisti locali ed esperti di politica internazionale sottolineano che una collaborazione fra i due Paesi è fondamentale per poter reprimere la dissidenza interna. Inoltre, un rafforzamento dell’asse Cina e Vietnam – con Pechino nelle vesti del fratello maggiore, che da decenni “protegge” l’alleato comunista – è essenziale per contenere le rivendicazioni di altre nazioni del Sud-est asiatico e l’ingerenza di altri attori, quali il Giappone e gli Stati Uniti.

Fra le nazioni della regione Asia-Pacifico, la Cina è quella che avanza le maggiori rivendicazioni in materia di confini marittimi nel mar Cinese meridionale, che comprendono le isole Spratly e Paracel, disabitate, ma assai ricche di risorse e materie prime. L’egemonia nell’area riveste un carattere strategico per il commercio e lo sfruttamento delle materie prime, fra cui petrolio e gas naturale.

A contendere le mire espansionistiche di Pechino vi sono il Vietnam, le Filippine, la Malaysia, il sultanato del Brunei e Taiwan, cui si uniscono la difesa degli interessi strategici degli Stati Uniti nell’area. Washington, in particolare, muove da dietro le quinte una trama di alleanze per contenere l’espansionismo cinese. Filippine e Giappone in primis, ma anche Vietnam potrebbero diventare preziosi alleati in uno scenario di conflitto aperto nella regione Asia-Pacifico che si profila all’orizzonte.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000