Mar Cinese meridionale, Manila e Washington giocano alla guerra. Contro Pechino

Per tre settimane navi della marina statunitense e filippina compiranno una serie di esercitazioni nell’area, al centro di un’aspra contesa territoriale. Coinvolti 2.300 marines. L’obiettivo è rafforzare i legami militari in chiave anti-cinese. Attesa per la vista del presidente Usa Barack Obama.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - Manila e Washington iniziano oggi una serie di esercitazioni navali congiunte (i cosiddetti "War Games") nel mar Cinese meridionale, un'area al centro di un'aspra disputa territoriale tra Pechino e altre nazioni del Sud-est asiatico. Obiettivo dell'operazione - che dovrebbe durare almeno tre settimane - un "rafforzamento" dei legami militari fra Filippine e Stati Uniti, destinato ad alimentare ancor più le tensioni con la Cina che, per ora, non ha risposto in via ufficiale alle esercitazioni congiunte. Il rischio è che dai giochi di guerra si passi a un conflitto aperto nell'Asia-Pacifico, considerati gli interessi economici (la zona è ricca di petrolio e gas naturali) e commerciali che offre la regione.

Le esercitazioni annuali congiunte - Philippine-Us Amphibious Landing Exercises (Philbex) - iniziano dalla base navale di Zambales, sulla costa occidentale dell'isola di Luzon, che affaccia sul mar Cinese meridionale e coinvolgono 2.300 marines di entrambi i fronti. L'area si trova a circa 220 km dalle Scarborough Shoal, un gruppo di atolli che rientra nella zona di competenza delle Filippine e che la Cina, nel recente passato, ha occupato con proprie imbarcazioni e mezzi.

Durante le operazioni di "guerra" verranno utilizzate due navi da guerra e saranno sparati proiettili e razzi. Intanto si infittiscono i negoziati che dovrebbero portare a una maggiore presenza militare degli Stati Uniti nella ex colonia e a un rafforzamento dei mezzi di esercito, marina e aviazione Usa. Fra tre settimane è inoltre in programma la visita ufficiale a Manila del presidente statunitense Barack Obama, un appuntamento atteso dal governo filippino che cerca di rafforzare l'alleanza con Washington in chiave anti-cinese.

Fra le nazioni della regione Asia-Pacifico, la Cina è quella che avanza le maggiori rivendicazioni in materia di confini marittimi nel mar Cinese meridionale. Le isole Spratly e Paracel, quasi disabitate, sono assai ricche di risorse e materie prime. L'egemonia nell'area riveste un carattere strategico per il commercio e lo sfruttamento di petrolio e gas naturale nel fondo marino. A contendere le mire espansionistiche di Pechino vi sono il Vietnam, le Filippine, la Malaysia, il sultanato del Brunei e Taiwan, con gli Stati Uniti che muovono da dietro le quinte per contrastare l'imperialismo di Pechino in un'area strategica, di passaggio per i due terzi dei commerci marittimi mondiali. 

 

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