Marijuana, la nuova frontiera del commercio asiatico

Entro 10 anni, il commercio della droga leggerà avrà valori fino a 60 miliardi di dollari. Il 33% è per uso medico; il 67% per uso ludico. Cina e Hong Kong proibiscono crescita e uso, ma metà dei brevetti mondiali sull’uso della canapa indiana sono di proprietà cinese. In medicina la marijuana è usata per lenire problemi legati al Parkinson, sclerosi multipla e cancro. Ma il suo uso crea dipendenza e problemi al cuore e al cervello.

Hong Kong (AsiaNews) – Il mercato della marijuana sta crescendo sempre più ed entro i prossimi 10 anni avrà un valore attorno ai 60 miliardi di dollari Usa. Sebbene vi siano ancora molti blocchi legali, l’Asia sta diventando il centro per gli investimenti, la ricerca e (forse) l’uso della cannabis.

Già quest’anno Thailandia e Malaysia stanno preparandosi alla legalizzazione della marijuana per scopi medicinali. La Cina, in cui finora crescita e consumo della droga leggera è proibito, è fra i più grandi investitori nella ricerca, sostenuta da investimenti governativi.

Su oltre 600 brevetti mondiali legati alla cannabis, 309 sono di proprietà cinese e riguardano l’uso della canapa per produrre cibi e tessuti, come pure la produzione di cannabidiolo, l’elemento che è usato nella medicina come analgesico. Anche se in Cina, il suo consumo rimane illegale, il governo permette esperimenti per il trattamento di malattie come il Parkinson, la sclerosi multipla e il cancro.

Secondo alcuni esperti del settore, la Cina legalizzerà l’uso della cannabis entro uno o due anni. Va detto che secondo gli studi commerciali sull’argomento, l’uso medicinale della marijuana copre solo il 33 % del mercato; il restante 67% riguarda l’uso ludico della droga.

Finora nel mondo solo 34 Paesi hanno legalizzato l’uso medicinale della marijuana. Canada e Uruguay sono i primi due che ne hanno legalizzato anche l’uso ludico.

Proprio ieri, 200 investitori mondiali di cannabis si sono incontrati in un simposio a Hong Kong per discutere possibilità di collaborazione nei mercati dove la droga è legalizzata. Essi hanno anche invitato il governo di Hong Kong a legalizzare l’uso medicinale della cannabis.

Saul Kaye, fondatore di una ditta israeliana per la cannabis, ha dichiarato che “la marijuana non è una droga. È una grande medicina ed è naturale. Abbiamo davvero iniziato a rivoluzionare il pensiero sulla cannabis”.

Ma non tutti sono d’accordo con lui. Secondo il prof. William Chui Chun-ming, della Società dei farmacisti ospedalieri, che la cannabis “sia una medicina naturale, non significa che essa non è pericolosa. Sebbene essa possa dare sollievo al dolore e alle ansie, produce una serie di effetti negativi, quale un incremento del battito cardiaco e problemi al cervello. E dà dipendenza”.

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