Modi in tour nell'Oceano Indiano, per ridurre l'influenza cinese nella regione

Il premier visiterà Mauritius, Seychelles e Sri Lanka dal 10 al 14 marzo. New Delhi pronta a fornire assistenza militare e civile nei settori dello sviluppo e della difesa. Fondamentale la tappa di Colombo, "scelta" da Pechino come base per una Via della seta marittima.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - Strappare alla Cina parte dell'influenza guadagnata nell'Oceano Indiano spendendo miliardi di dollari, offrendo alle nazioni della regione assistenza militare e civile. È con questo spirito che Narendra Modi, Primo ministro dell'India, parte domani per una visita ufficiale che toccherà - nell'ordine - Mauritius, Seychelles e Sri Lanka. In un primo momento, il premier indiano avrebbe dovuto visitare anche le Maldive, ma questa tappa del viaggio è stata cancellata per questioni di ordine pubblico nell'arcipelago.

Secondo le previsioni degli analisti locali, India e Seychelles (10-11 marzo) firmeranno un accordo di mappatura della acque che circondano l'arcipelago, per rafforzare la cooperazione nel settore dello sviluppo e della difesa.

Lasciata Victoria, capitale dell'arcipelago, Modi si sposterà alle Mauritius (11-13 marzo), dove firmerà contratti di vendita per fornire unità litoranee d'attacco veloci (Fast Attack Craft), incluso un pattugliatore da 1.300 tonnellate. "Di fatto - ha dichiarato nei giorni scorsi - stiamo dando alle Mauritius una guardia costiera". Durante la sua permanenza a Port Louis, il Primo ministro indiano sarà anche ospite d'onore alle celebrazioni della Festa della Repubblica (12 marzo).

Ultima e più importante tappa sarà lo Sri Lanka (13-14 marzo): sono 28 anni che un Primo ministro indiano non visita l'ex Ceylon. Colombo è in cima all'agenda di Modi, perché l'isola è quella sui cui si è più concentrata in questi anni la presenza cinese, decisa a farne la sua base per una Via della seta marittima. Durante il governo dell'ex presidente Mahinda Rajapaksa, Pechino ha finanziato progetti turistici, autostrade, centrali elettriche e porti.

Tuttavia, la nuova leadership della "perla dell'Oceano Indiano" (com'è chiamato lo Sri Lanka per via della sua conformazione) ha già mostrato di voler "allargare il proprio orizzonte" e ristabilire rapporti con l'India. Prova ne è stata il viaggio a New Delhi del neopresidente Maithripala Sirisena lo scorso febbraio, e la decisione di sospendere - almeno in modo temporaneo - la costruzione di un'imponente città portuale a Colombo: un progetto da 1,5 miliardi di dollari tutto finanziato dalla Cina.

D'altra parte, proprio oggi il ministro srilankese delle Finanze ha tenuto a precisare che il governo "non è contro la Cina, ma contro le compagnie cinesi manipolate dal regime di Mahinda Rajapksa per ottenere accordi corrotti che stanno spolpando i cittadini".

In Sri Lanka però Narendra Modi spera di rafforzare la cooperazione anche in materia di difesa e sicurezza, e di spingere per finalizzare l'accordo stipulato nel 2012 a Trincomalee - porto strategico nella provincia orientale - per una centrale elettrica da 500MW, che sarà costruita dalla National Therman Power Corporation (compagnia statale indiana).

 

 

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