Nave cinese colpisce peschereccio vietnamita, sale la tensione fra Hanoi e Pechino

Lo scontro è avvenuto il 20 marzo scorso nelle acque contese del mar Cinese meridionale, al largo delle isole Paracel. La cabina di pilotaggio ha preso fuoco. Hanoi parla di “fatto gravissimo” e convoca l’ambasciatore cinese per una protesta formale e la richiesta di risarcimento. Finora nessun commento da Pechino.

Hanoi (AsiaNews/Agenzie) - Sale di nuovo la tensione fra Hanoi e Pechino nel mar Cinese meridionale, teatro di un annoso conflitto sui confini per lo sfruttamento di petrolio e gas naturale racchiuso nel fondo marino. Secondo il governo vietnamita una imbarcazione cinese ha aperto il fuoco contro un peschereccio, causando un grave incendio nella cabina di pilotaggio. Lo scontro è avvenuto il 20 marzo scorso (anche se la notizia è emersa solo in queste ore), in una porzione di mare contesa fra i due Paesi al largo delle isole Paracel; il ministero degli Esteri di Hanoi parla "fatto gravissimo" e ha convocato l'ambasciatore cinese per una protesta formale.

Luong Thanh Nghi, portavoce del ministero vietnamita degli Esteri, conferma la "protesta durissima" per l'incidente; egli invita la Cina "a promuovere indagini approfondite" e a "ricompensare in modo adeguato i pescatori vietnamiti per la perdita subita". Nessun commento, invece, da Pechino che non intende prendere - al momento - posizioni "ufficiali" sulla vicenda.

Già in passato si sono verificati scontri marittimi fra la Cina e le imbarcazioni di altre nazioni che si affacciano sulle acque contese, in particolare il Vietnam e le Filippine. Alla base delle violenze, accuse reciproche di "pesca illegale" o violazioni alla moratoria sulla pesca "imposta" in via unilaterale da Pechino, per preservare i propri interessi nell'area.

La notizia dell'ultimo incidente marittimo si è diffusa in queste ore in tutto Vietnam, alimentando ulteriore risentimento contro quello che viene definito "l'imperialismo cinese". Il 15 marzo scorso - nell'anniversario della battaglia navale per le Spratly, durante la quale sono morti 64 soldati vietnamiti - si è tenuta una manifestazione di piazza nel centro di Hanoi, lanciata da gruppi nazionalisti e movimenti attivisti (nella foto).

Fra le nazioni della regione Asia-Pacifico, la Cina è quella che avanza le maggiori rivendicazioni in materia di confini marittimi nel mar Cinese meridionale. Le isole Spratly e Paracel, quasi disabitate, sono assai ricche di risorse e materie prime. L'egemonia nell'area riveste un carattere strategico per il commercio e lo sfruttamento di petrolio e gas naturale racchiusi nel fondo marino. A contendere le mire espansionistiche di Pechino vi sono il Vietnam, le Filippine, la Malaysia, il sultanato del Brunei e Taiwan, cui si uniscono la difesa degli interessi strategici degli Stati Uniti nell'area. Filippine e Giappone in primis, ma anche Vietnam potrebbero diventare preziosi alleati in uno scenario di conflitto aperto nella regione Asia-Pacifico, dove negli ultimi mesi si sono registrati numerosi "incidenti" fra navi - militari o imbarcazioni di pescatori - battenti bandiere diverse.

 

 

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