Nepal, la Cina vuole insabbiare un maxi-scandalo corruzione

Il governo arresta 22 alti funzionari nepalesi e 2 fornitori cinesi che lavoravano con la compagnia elettrica statale. Operazione senza precedenti da parte della commissione anticorruzione. Ancora ignota l’identità dell’azienda straniera coinvolta, ma la Cina teme che la vicenda possa screditare le proprie esportazioni di prodotti elettrici.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) - La Commissione di Kathmandu per l'inchiesta sull'abuso dell'autorità (Ciaa) ha arrestato 22 alti funzionari nepalesi e 2 fornitori cinesi sospettati di aver dato vita ad un ampio giro di corruzione. Le autorità di Pechino, le quali temono che la vicenda possa gettare discredito sull'immagine estera dell'esportazione cinese, stanno facendo pressione sugli ispettori nepalesi affinché lo scandalo non sia reso pubblica alla comunità internazionale.

L'arresto, senza precedenti nella storia del Paese, investe la compagnia elettrica statale Nea e una società cinese della quale non si conoscono ancora dettagli precisi. "In 24, tra alti dirigenti nepalesi e fornitori cinesi sono stati arrestati perché sospettati di coinvolgimento in un ampio traffico da milioni di rupie - si legge in un comunicato rilasciato da Shridhar Prasad Sapkota, portavoce della Ciaa - tutti i fermati sono stati trattenuti in attesa di indagini più approfondite".

Secondo le fonti, la compagnia elettrica in questione garantisce i propri prodotti a mercati asiatici, europei, americani, e africani. Gli esperti concordano nell'affermare che se l'episodio dovesse essere reso pubblico, le esportazioni delle compagnie elettriche cinesi all'estero andrebbero incontro a un sensibile ridimensionamento delle vendite, ed è per questo motivo che Pechino preme su Kathmandu affinché la vicenda venga insabbiata e i propri funzionari liberati.

"Abbiamo solide prove riguardo l'implicazione dei nostri dirigenti e la corruzione di cui ha dato prova il nostro partner cinese - ha aggiunto il portavoce Sapkota - siamo certi che il verdetto finale commuterà la giusta pena ai colpevoli e che nessuno di loro sarà rilasciato". La compagnia cinese è accusata di aver sostituito ai cavi di rame previsti dal contratto cavi simili in alluminio, si stima che l'entità della truffa si aggiri intorno alla cifra di 1.75 miliardi di rupie (circa 14 milioni di euro).

 

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