Pechino (AsiaNews/Agenzie) Come un bollettino di guerra, continuano i gravi incidenti nelle miniere cinesi. Ancora decine di morti e di dispersi, pochi giorni dopo il grave incidente di Dongfeng nell'Heilonjiang.
Nella miniera di Sigou nella città di Shisi, nella contea di Xin'an nella centrale provincia dell'Henan, ieri 2 dicembre alle ore 15,40 l'acqua ha inondato le gallerie e intrappolato 42 lavoratori. Altri 34 sono riusciti a fuggire. Si lavora per raggiungerli, ma si ignora se sono ancora vivi. La miniera, che produce 60 mila tonnellate di carbone annue, non aveva ancora ottenuto tutte le autorizzazioni per la sicurezza.
Sempre il 2 dicembre mattina, un'esplosione ha ucciso 16 minatori nella miniera Zhonghe nella contea di Shuicheng, città di Liupanshui provincia di Guizhou. La strage poteva essere maggiore, poiché almeno 31 minatori lavoravano nel pozzo.
Le miniere cinesi sono le più pericolose del mondo e ogni anno migliaia di minatori muoiono per crolli, inondazioni, esplosioni. Nonostante i continui provvedimenti annunciati con grande pubblicità dal governo, nel 2005 gli incidenti sono addirittura aumentati (+ 8,5% nei primi 9 mesi dell'anno rispetto al 2004, secondo dati ufficiali) e si sono avute le sciagure più gravi degli ultimi 50 anni. Pochi giorni fa nella miniera Dongfeng nell'Heilonjiang un'esplosione ha causato 169 morti accertati finora. A febbraio nella miniera Sunjiawan, nel Liaoning, i morti sono stati 220. (PB)










