Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) - Confermato oggi un nuovo focolaio di influenza aviaria nella Cina settentrionale, mentre a Hong Kong sono stati trovati morti altri uccelli. Numerose morti sospette sotto indagine in Iraq.
Oltre 15 mila volatili sono morti per il virus tra il 2 e il 3 febbraio nella città mineraria di Yijing, nella provincia di Shanxi. Nella regione sono stati abbattuti più di 187 mila uccelli. E' il 29° focolaio infettivo esploso in Cina dal 19 ottobre 2005.
Nel distretto di Tuen Mun, periferia di Hong Kong, ieri sono stati trovati una gallina e un airone morti. Le prime analisi hanno trovato il virus H5N1, ma si attende la conferma. Con questi sono 7 gli uccelli trovati morti per il contagio nelle ultime settimane.
Il 13 febbraio entra in vigore la nuova legge che proibisce di allevare a casa o portarvi pollame, piccioni e quaglie vivi, con multe da 50 mila a 100 mila dollari locali (da 6.452 a 12.903 dollari Usa). Proibita anche la vendita di polli vivi nei mercati, mentre occorre una speciale autorizzazione per l'uso di uccelli vivi nei riti religiosi. Il virus, dicono gli scienziati, è ormai endemico nella Cina meridionale e a Hong Kong, e occorreranno almeno 10 anni per sradicarlo.
Iraq. Il 5 febbraio nella meridionale zona di Omara è morto per "polmonite" in ospedale un giovane di 13 anni. Sono in corso le analisi su questa e su 2 altre morti sospette, dopo la morte della ragazza di 15 anni il 17 gennaio. Sono sotto osservazione in ospedale altre 7 persone che hanno avuto stretti contatti con pollame e che si teme siano contagiate. (PB)










