Olimpiadi: lotta al sesso su internet, per giustificare maggiori controlli

Pechino annuncia la lotta alla pornografia, ma intanto vieta “Persi a Pechino”, film di condanna sociale sui molti poveri stritolati dal “miracolo economico”. Ci sarà maggior controllo contro la pornografia su internet, ma si teme colpisca anche ogni espressione di libertà e dissenso.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Maggior controllo su internet contro le scene oscene o pornografiche, a tutela dei milioni di minorenni e giovani che altrimenti – spiega Huang Weiqun, funzionario del centro di controllo dell’Amministrazione statale per Radio, cinema e televisione – potrebbero,  per la loro mancanza di critica e di maturità, imitare queste scene.

Sotto accusa “le scene che mostrano in modo esplicito atti sessuali, in modo tale da poter provocare un’idea anormale o insana del sesso”. Con le nuove regole antipornografia, approvate ieri, sono previste limitazioni anche per le conversazioni volgari o con  doppi sensi. I produttori di materiale audiovisivo hanno 3 settimane per controllare i depositi e consegnare o distruggere il materiale proibito, poi scatteranno le sanzioni. Stesse regole e limiti per le pagine web dove circola materiale non esplicitamente sessuale ma allusivo, mentre i siti da cui è possibile scaricare film hanno un mese per registrarsi.

Secondo il Centro di informazione sulla rete internet cinese, nel giugno 2007 il Paese ha raggiunto i 162 milioni di navigatori, di cui il 70% ha meno di 30 anni e il 50% meno di 25.

Di recente la censura ha colpito film importanti: ha tagliato scene di sesso “rovente” del film Lussuria (“Lust, Caution”) del regista taiwanese Ang Lee, vincitore del Leone d’oro alla Mostra di Venezia.

Giorni fa ha vietato la proiezione pubblica del film Persi a Pechino (“Lost in Beijing”), acclamato a Berlino e premiato al festival di Bangkok, uscito nelle sale il 30 novembre dopo il taglio di oltre 17 minuti di scene di violenza carnale o di conflitto sociale. E’ la storia di due migranti giunti dalla campagna a Pechino per cercare fortuna: all’inizio trovano lavoro, ma poi lei sarà violentata dal padrone del salone dove lavora, iniziando la discesa verso la prostituzione. Il produttore Fang Li è stato accusato di avere distribuito copie pirata integrali su internet e gli sono state inibite altre produzioni di film per 2 anni. Per il futuro, nessun film ritenuto pornografico potrà partecipare a festival esteri.

Pechino dice di voler fare “pulizia” morale in vista delle Olimpiadi. L’annuncio di maggiori controlli antipornografici su internet suscita però in molti la preoccupazione che sia un pretesto per una maggiore censura contro la libertà di espressione e il dissenso. In Cina la libertà di stampa è in pratica inesistente e i media debbono acquisire le notizie solo attraverso l'agenzia ufficiale Xinhua, come pure sono vietate notizie che possano colpire l'ordine economico e sociale o la stabilità del Paese. In vista delle Olimpiadi, nei mesi scorsi sono state emanate circolari che prescrivono di "minimizzare" le notizie negative e di "consultare" le opportune autorità prima di concedere interviste.

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