Pechino “riscrive” la storia della II guerra mondiale

Pechino “riscrive” la storia della II guerra mondiale

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina vuole “riscrivere” la storia per celebrare il ruolo del Partito comunista cinese durante la II guerra mondiale. L’annuncio è stato dato da Pechino sabato 7 maggio, giorno in cui Hu Jintao, presidente cinese, è volato a Mosca per le celebrazioni del 60mo anniversario della fine della guerra in Europa.

Dalla capitale giunge infatti la notizia che la Cina intende – al contrario del resto d’Europa -  celebrare cerimonie “fortemente nazionaliste” per “celebrare la storica vittoria contro i giapponesi” e pubblicizzare la vittoria finale, raggiunta “sotto il vessillo di un fronte comune anti-nipponico patrocinato dal Partito comunista”. Pechino definisce inoltre il Partito “il pilastro della resistenza nazionale unita nella guerra” sul quale si è basata la vittoria “con la partecipazione di tutte le forze democratiche e anti-giapponesi e di tutti i cinesi dello Stato e di oltremare”.

Zhao Dagong, scrittore di Shenzhen, definisce la manovra “una completa distorsione della storia”: secondo lo scrittore, infatti, il Partito “con la sua marmaglia poco organizzata” combatté i giapponesi sotto la guida del Partito nazionalista (Kuomintang). “Durante gli 8 anni della guerra di resistenza - spiega inoltre - l’esercito nazionalista subì la maggior parte delle perdite in battaglia, ma per decenni i libri di storia cinesi hanno detto il contrario.”

L’invasione giapponese della Cina ebbe inizio nei primi anni ’30 con l’occupazione delle province nord orientali e la creazione di un governo fantoccio. La guerra iniziò formalmente solo nel 1937 e finì con la resa giapponese nell’agosto 1945.

Alcuni analisti osservano che questa “grossolana distorsione dei fatti” indebolisce l’autorità morale di Pechino e innesca il pericolo di fomentare altre manifestazioni di piazza, subito dopo i noti contrasti contro il Giappone. La Cina dovrebbe mitigare l’opinione pubblica  fortemente anti-giapponese e invitare le altre nazioni asiatiche - vittime dei giapponesi durante la guerra - ad una condanna comune del militarismo e a riaffermare la verità storica e il ruolo del Kmt di Chiang Kai-shek, trascurato dai testi scolastici di storia.

Questo “proclamato disprezzo dei fatti” appare ancora più disonesto dopo la calda accoglienza data al leader del Kmt taiwanese, Lien Chan, e a Soong leader del People First Party. (PB)

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